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Migranti, sequestrata nave Ong tedesca a Lampedusa

Migranti, sequestrata nave Ong tedesca a Lampedusa

Come per l'appunto spiegato da IlGiornale.it, il Viminale aveva fatto sapere nei giorni scorsi che "l'aver rifiutato l'accettazione e la firma pone quelle Ong fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso" e nelle scorse ore in effetti si è avuta la notizia un primo controllo sulla Iuventa, nave della tedesca Jugend Rettet, tra le organizzazioni a non firmare il protocollo. L'imbarcazione e' stata bloccata al porto di Lampedusa, sotto la sorveglianza del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia con l'ausilio della Squadra Mobile di Trapani. "Il nostro equipaggio non è stato arrestato". Dalla nave erano stati fatti scendere due siriani, poi accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell'isola, trasferiti in precedenza a bordo del mezzo della Ong tedesca da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Lo scrive il gip nel provvedimento di sequestro della nave Iuventa della Ong tedesca Jugend rettet.

La nave, spiega il magistrato inquirente, avrebbe trasbordato più volte migranti da un'imbarcazione di scafisti senza ci fosse un pericolo imminente, cosa che, "alla luce della legislazione vigente in Italia, quali che siano le finalità perseguire, intergra il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". "L'unico ritorno possibile ed eventuale potrebbe essere solo di immagine e in termini di donazioni".

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Quello del 28 luglio è il dodicesimo test missilistico condotto dalla #corea del nord nel corso del 2017. La Corea del Sud ha lanciato missili terra-aria di fabbricazione Usa .

"Al momento - ha detto il procuratore aggiunto Cartosio - non vi sono indagati ma non possiamo fornire altri particolari che sono coperti dal segreto investigativo". La ong Jugend Rettet, fondata nel 2015 da giovani dell'alta e media borghesia tedesca che hanno scelto di salvare i migranti in fuga dalle guerre e dalla fame, aveva acquistato due anni fa la Iuventa nel porto di Endem, in Germania, trasformando quello che era un vecchio peschereccio in una vera e propria nave adatta a missioni di search and rescue.

"Non è emerso un collegamento stabile tra i libici e l'equipaggio e non sono emerse responsabilità dei vertici della ong", puntualizza Cartosio, che parla di tre episodi specifici, "due avvenuti il 18 e 26 giugno 2017, uno risalente al 10 settembre 2016", e di "altri episodi che ci inducono a ritenere che questo comportamento sia abituale". Non si tratta dunque di migranti 'salvati', ma recuperati, potremmo dire consegnati. "Si procede contro ignoti perché l'equipaggio cambia spesso e quindi occorrono accertamenti ulteriori".