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Il sindaco Falcomatà: "Intimidazione a Scionti barbarie inaudita"

Il sindaco Falcomatà:

Alle 17 era fissato l'incontro in Prefettura per valutare eventuali dispositivi di sicurezza, dopo una mattina passata a confrontarsi con le forze dell'ordine e a seguire lo sviluppo delle indagini: il sindaco di Taurianova Fabio Scionti oggi non è passato dal proprio ufficio in comune.

La Presidenza nazionale dell'Azione cattolica esprime la sua "più ferma e dura condanna per il gravissimo attentato dinamitardo che la scorsa notte ha distrutto l'auto di famiglia di Fabio Scionti, sindaco di Taurianova e consigliere della Città metropolitana di Reggio Calabria", "da sempre impegnato in Azione cattolica, già presidente parrocchiale nella sua cittadina". L'esplosione dopo la mezzanotte.

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Fanalini di coda, come spesso accade, sono Marcus Ericsson e Pascal Wehrlein , della Sauber . Proseguono le polemiche relative alla quantità d'olio da poter bruciare nel motore per giro.

Fabio Scionti è sindaco a Taurianova dal 2015, quando a novembre è stato eletto per guidare il comune commissariato dopo il terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ai Carabinieri dell'aliquota Radiomobile giunti sul posto ha raccontato di aver sentito un forte boato e di aver trovato la sua auto che si trovava parcheggiata accanto al muro di cinta della sua abitazione, completamente distrutta (nella foto tratta da approdonews.it) .

È infatti in momenti come questo che, ancor più del solito, istituzioni e popolazione devono stringersi fattivamente intorno a chi rappresenta entrambi con il ruolo di sindaco e di primo cittadino. Non è la prima volta che il primo cittadino di Taurianova subisce minacce o intimidazioni. "Siamo con lui e, insieme, continueremo a lavorare per una Calabria migliore". "Nel condannare fatti di tale barbarie" prosegue Guerini "ci auguriamo che le forze dell'ordine e la magistratura possano fare piena luce per chiarire ogni responsabilità di fronte a un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze terribili". Un trend confermato anche nel monitoraggio eseguito da Avviso Pubblico nei primi cinque mesi del 2017, dove la Calabria si attesta tra le regioni più "sotto tiro", con 23 casi censiti. Ma sono altrettanto consapevoli che solo reagendo con fermezza a questi gesti vigliacchi e senza onore, sarà possibile continuare a tessere quella rete di cultura, solidarietà e buona politica di cui la Calabria ha un enorme bisogno per liberarsi dal giogo mafioso.