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Smartphone in classe? La Ministra Fedeli dice sì

Smartphone in classe? La Ministra Fedeli dice sì

Non importa che l'anno scolastico sia iniziato con alcuni distretti scoperti per centinaia e centinaia di cattedre, non importa nemmeno che gli insegnanti siano pagati poco (sia quelli che lavorano come i pazzi sia quelli del "minimo garantito"). Così che per tanti ragazzi il primo giorno di scuola è stato quasi come l'annuncio delle vacanze.

L'idea della ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli di mettere fine al bando non suscita particolari entusiasmi al Liceo Scientifico Piero Bottoni di Milano. Noi pensiamo che ci sia ancora più da ridere sul fatto che sia stata istituita una commissione ministeriale per stabilire le linee guida per il suo utilizzo (già Venerdì se ne sapra di più). E sì... "Si tratta di un provvedimento pericolosissimo, che rischia di portare i ragazzi alla perdita della capacità di pensare, leggere e scrivere in modo indipendente dai telefonini". Con queste parole la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha spiegato come lo smartphone, ormai indispensabile per i giovani, entrerà in classe. "Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico".

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Come con la dengue , la malattia non ha una cura - si possono solo curare i sintomi e aspettare che passi - né un vaccino. La Regione Lazio ha ordinato alle autorità del Comune pontino di procedere alla disinfestazione del territorio.

Si realizza il sogno di milioni di studenti, la ministra Fedeli dà il via alla svolta: " Il telefonino in mano ad un 13enne è uno strumento che facilita l'apprendimento". Il compito degli insegnanti sarà quello di guidare i ragazzi verso un corretto utilizzo dello strumento, evitando che gli alunni si distraggano o che possano utilizzarli per scopi che non c'entrano nulla con la didattica. Senza contare l'ulteriore iniezione di cinismo nelle nuove generazioni.