Internazionale

Consip, Franceschini e Zanda: complotto contro le istituzioni

Consip, Franceschini e Zanda: complotto contro le istituzioni

Piuttosto sarebbe il caso che Renzi pensasse al caso Consip, dopo che il patteggiamento di Marco Gasparri ha sancito che la corruzione c'è stata, e ai tanti risparmiatori delle banche (come Banca Etruria) che con il decreto di salvataggio varato dal suo governo, dall'oggi al domani si sono visti volatilizzare i risparmi di una vita. "Hanno provato a colpire me ma verrà colpito chi ha tradito il senso dello Stato".

Il procuratore Musti ne ha fatto parola con il CSM rivelando anche non era stato solo Scarfato a parlarle delle inchieste che i carabinieri del Noe stavano conducendo e che tutti i carabinieri coinvolti parevano degli esagitati. E poi ha aggiunto: "Non ho mai parlato di Matteo Renzi né con la dottoressa Musti né con altri".

Interviene anche il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: "Gli stralci di atti del Consiglio superiore della magistratura relativi ad una inchiesta giudiziaria in corso alla procura di Modena, pubblicati da alcuni quotidiani questa mattina, hanno dell'incredibile e, se veri, sono di una gravità inaudita".

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Scotta più che mai la vicenda Consip. A chi gli domanda se ritiene che si sia trattato di un complotto, "non e' una parola che ho mai utilizzato e non la utilizzo adesso". Qualora tutto questo fosse confermato - attacca Orfini -, ci sarebbe un termine tecnico per definire questo tipo di comportamenti. Difficile, tanto per fare un esempio, che le ultime rivelazioni su Consip abbiano degli effetti benefici sulle urne in Sicilia, in quella sfida che per il Pd si annuncia delicatissima. "Io sono stato presidente del consiglio e non parlo il linguaggio della demagogia". Lo sara' anche per la vicenda Consip perche' se un carabiniere falsifica delle prove, se un agente dei servizi segreti si intrufola in vicende nelle quali non deve stare.se tu parti dal presupposto che la verita' prima o poi arriva la vivi in modo semplice, non hai nulla da temere. "Chi mi è vicino ha sofferto". Per li procuratore il tempismo e il tenore delle affermazioni di Scafarto e De Caprio sono portatori di sospetti, che sembrano trovare conforto nell'inchiesta avviata sul capitano. "Alcuni organi di disinformazione funzionali alle lobby da anni cercano di sfruttare il popolo italiano".

A un secondo esame i magistrati avevano però constatato che la frase attribuita a Romeo era stata invece pronunciata dall'ex parlamentare Italo Bocchino, che si riferiva all'ex premier Matteo Renzi e non al padre Tiziano.