Cultura

La Cina ha bloccato del tutto WhatsApp

La Cina ha bloccato del tutto WhatsApp

Whatsapp, a questo punto, è ufficialmente entrato nella lista dei siti e servizi vietati, che cresce di giorno in giorno.

Con il blocco dell'applicazione di messaggistica in Cina, la presenza di Facebook si limita, adesso, all'applicazione Colorful Balloons che è stata lanciata lo scorso mese senza che il social network apparisse direttamente come proprietario dell'app. L'app ci permette non solo di scambiare messaggi di testo, ma anche di inviare video, inoltrare registrazioni vocali, fare le videochiamate, inviare documenti e la propria posizione.

Da parte di Facebook, però, almeno al momento non è arrivata alcuna dichiarazione.

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Nelle ultime ore, infatti, sul web sta spopolando una grande novità: presso alcuni utenti Android di Facebook si sta verificando una sperimentazione, per integrare il celebre Social di Mark Zuckerberg con Whatsapp. Tra qui i più noti, Wikipedia, Twitter, Facebook, Instagram ed, da poche ore, anche il servizio di messaggistica più utilizzato al mondo, WhatsApp. La strategia del governo cinese è quella di spostare gli utenti su applicazioni che riesce a controllare, come WeChat che attualmente conta quasi un miliardo di utenti. La mossa della Cina si spiegherebbe come il tentativo di inasprire censure e controlli sui media e sui mezzi di comunicazione in vista del 19° congresso del Partito Comunista previsto per ottobre. Anche se cambiano numero (e mantengono lo stesso nome utente). Se non si invia a tutti i tuoi contatti, l'aggiornamento verrà annullato e non avrai la possibilità di chattare su Messenger. Questa piattaforma ha comunicato ai suoi utilizzatori di non avere problemi a fornire informazioni rischieste dagli enti goverantivi. L'industria informatica ne è sempre stata a conoscenza, chiudendo un occhio.

La censura cinese si abbatte su WhatsApp.

La nuova bufala di Facebook a pagamento si struttura così.