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Twitter punta a raggiungere i 280 caratteri

Twitter punta a raggiungere i 280 caratteri

Il celebre social ha deciso di modificare il limite dei 140 caratteri, passando esattamente al doppio, 280. Cosa non facile: si usano abbreviazioni, si attaccano le parole, si cerca di ricorrere ad ogni trucchetto che venga in mente; ma il problema rimane.

Condensare i propri pensieri in una frase di 140 caratteri è spesso difficile, specialmente per lingue come l'inglese o l'italiano, spiega il blog post, mentre è più semplice per gli idiomi asiatici, che fanno uso degli ideogrammi. Il raddoppio del numero dei caratteri dei cinguettii sarebbe una rivoluzione, visto che il social network ha fatto di questo limite uno dei suoi tratti distintivi.

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Lascia qui il tuo commento! Stando all'ordinanza, Mantovani sarebbe stato "all'epoca il politico di riferimento di Lugarà". In particolare è stato arrestato anche il sindaco di Seregno (provincia di Monza), Edoardo Mazza .

"Messaggio di testo avente una lunghezza non superiore a 140 caratteri, inviato a un sito Internet tramite instant messenger, e-mail o cellulare con lo scopo di comunicare informazioni in tempo reale". Basta scaricare una estensione di Chrome molto nota, Tampermonkey, che serve per eseguire quando si carica uno specifico sito o una specifica pagina uno script "javascript". "E' un piccolo cambiamento ma un grande passo per noi", ha twittato il fondatore Jack Dorsey in un messaggio - questo sì - di 280 caratteri. Problema che ovviamente non tocca gli utenti giapponesi, cinesi e koreani.

Il limite dei 140 caratteri in origine è stato creato per incoraggiare la brevità e la rapidità, caratteristiche che lo hanno distinto, almeno finora, dalle piattaforme rivali. "La gente twitta di più quando non deve limitarsi a dire la sua in 140 caratteri". Dopo di che, visitare la repository di GitHub e premere il tasto "raw" (a destra dello schermo): questo vi spedirà nuovamente su TamperMonkey (in automatico) e non resterà che premere su "Install". E se fini analisti di settore (leggi esperti di social media marketing, guru della comunicazione digitale e via cantando) si applicano proprio sui social a dare la loro (autoritenuta) fondamentale spiegazione per farsi rispondere con altrettanto (autoconsiderate) fondamentali contro analisi, la vera questione non è chiedersi "perché" ma rispondere direttamente con un bel "ma basta!".