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Lavoro, Di Maio ai sindacati: "O si riformano o ci pensiamo noi"

Lavoro, Di Maio ai sindacati:

Non si è fatta attendere la risposta di Susanna Camusso, che ha definito l'attacco del candidato 5 stelle "un linguaggio autoritario e insopportabile".

"Avanti un altro. Se hanno idee buone per il mondo del lavoro ce le facciano conoscere", ironizza infine il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. "I sindacati hanno avuto una storia importante in Italia ma a volte si è interrotta perché sono stati più vicini ai governi che ai lavoratori", dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza Rai. "Ce n'è stato un altro che poi ha fatto il jobs act", ha aggiunto Camusso riferendosi all'ex premier Matteo Renzi. Per cui serve cominciare "a investire in innovazione tecnologica". Dobbiamo dare possibilità alle imprese e agli studi professionali di assumere per fare riprendere l'economia e dare gettito allo Stato. "Facciamo un po' di deficit produttivo - ha concluso il candidato premier del M5s - investiamo nell'abbassamento del costo del lavoro e nei settori ad alto moltiplicatore e così rimetteremo in moto l'economia".

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Credo che il rigore ci fosse, ma, da regolamento, andava punito col giallo e non col rosso. Però se nel secondo tempo hai tre occasioni, devi essere bravo a chiudere la partita.

Ma il contenuto e il tono delle parole di Di Maio innescano un vespaio di reazioni.

Ancora più tranchant, su Di Maio, il giudizio della sinistra: per Mdp le sue parole fanno "rivivere il Ventennio" mentre Nicola Fratoianni di SI bolla il candidato premier M5S come "diversamente renziano". Il coraggio di dire che sono 30 anni che la politica consente ad alcuni di arricchirsi sulla pelle della maggioranza delle persone e che lì bisogna agire, mi pare proprio che ce lo abbiamo solo noi. Sul fronte del governo, in ossequio all'impostazione renziana dal ministro del Lavoro Poletti è giunta una difesa dell'autonomia del sindacato, articolata però in modo da non lasciar cadere la necessità della riforma, soprattutto quando dice che "tutte le organizzazioni di rappresentanza si devono sempre interrogare sulla loro efficacia ed efficienza, sulla piena corrispondenza alle esigenze e alle aspettative dei cittadini che rappresentano". "Il segno - conclude Camusso - è quello di ridurre la partecipazione alla democrazia". Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più da una forza che si proponevala rivoluzione, e invece si è già adeguata alle cavolate mainstream della politica politicante.