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Palermo: arrestato il re dei detersivi

Palermo: arrestato il re dei detersivi

Beni per un valore complessivo di circa tre milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Palermo nell'ambito dell'operazione che ha portato all'arresto di cinque persone, tra cui il re dei detersivi, l'imprenditore Giuseppe Ferdico, accusati di intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale e reale e estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Gli arresti sono stati effettuati questa mattina dal Gico e dal Gruppo tutela spesa pubblica della polizia tributaria.

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L'imprenditore è stato processato e assolto dall'accusa di concorso in associazione mafiosa, ma è ritenuto vicino al clan mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale. L'assoluzione non gli ha dunque evitato le misure di prevenzione. Tra i beni confiscati risultano: il capitale sociale della "Ferdico Giuseppe e C s.n.c"; vari terreni nel comune di Palermo; uno stabilimento industriale a Carini; conti correnti e decine di appartamenti. "All'ascesa imprenditoriale di Ferdico - scrivevano i magistrati nel provvedimenti di confisca - risulta associata la costante capacità di meritare la fiducia di numerosi esponenti di spicco della consorteria tanto da inserirsi a pieno titolo tra i riciclatori del denaro di una delle famiglie mafiose più radicate nel tessuto economico della città come quella dell'Acquasanta".

Le indagini si sono concentrate sulla gestione del 'Portobello' di Carini (Palermo), centro commerciale del valore di oltre 70 milioni di euro e dotato di 35 negozi. Le aziende furono assegnate a un amministratore giudiziario, ma pare che alla guida sarebbe rimasto in maniera occulta lo stesso Ferdico. Il centro commerciale era stato formalmente affittato a Montes che, di fatto, era però in società con Ferdico. Agli arresti anche l'amministratore giudiziario nominato dal tribunale, il commercialista Luigi Miserendino, accusato di favoreggiamento. Sono emerse anche alcune storie di estorsione con protagonisti Pietro Felice e Antonino Scrima, dipendente quest'ultimo di una società in amministrazione giudiziaria che opera all'interno del Portobello. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno permesso di scoprire che, nonostante l'affidamento all'amministratore giudiziario, l'imprenditore fosse ancora "il reale 'dominus' del centro commerciale", spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle.