Cultura

Roma. Sebastiano Riso aggredito nel palazzo dove vive

Roma. Sebastiano Riso aggredito nel palazzo dove vive

"Sul viso, allo stomaco e all'altezza dello sterno". Come omosessuale perché, mentre mi colpivano, mi rivolgevano insulti omofobi, come regista e come persona perché quegli insulti facevano riferimento a tematiche affrontate nel mio ultimo film, come la possibilità per le coppie gay di formare una propria famiglia, e perché la violenza è stata esercitata contro la mia inclinazione a esprimere me stesso. "Ieri sono stato colpito tre volte, e tre volte mi sento attaccato: come omosessuale, come regista e come persona", ha dichiarato.

Sono in corso le indagini per risalire all'identità degli aggressori. Trasportato al pronto soccorso dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, i medici gli hanno riscontrato una contusione al torace e un trauma allo zigomo con edema alla cornea. Riso, che ha diretto "Una famiglia", stava rientrando nella sua abitazione quando è stato avvicinato da due individui che hanno cominciato a rivolgergli insulti omofobi. "Nonostante la paura e la rabbia, che ancora provo a distanza di qualche ora, sono sicuro che continuerò a farlo, come e più di prima".

Sul web intanto è partita la gara alla solidarietà nei confronti del regista: in tanti su Twitter gli stanno dedicando un pensiero.

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"I due si sono separati nel 2013 e pochi mesi dopo hanno lasciato l'Italia ". Ahmed Hanachi viveva in Italia , già a partire dal 2006.

L'aggressione è avvenuta nell'androne del palazzo dove il regista abita, a Roma, in zona Ostiense.

La Indiana Production ha commentato l'increscioso episodio: "Siamo sconvolti e arrabbiati per una tale violenza in Italia oggi". Il cinema una delle forme più alte di libertà, questa aggressione gravissima e non bisogna sottovalutarla. "Gli siamo vicini nel corpo e nell'anima". "Rai Cinema è accanto a Sebastiano e condivide il suo dolore e la sua amarezza". Il film, attraverso la storia di una coppia che mette al mondo bambini al solo scopo di venderli, affronta i temi controversi della maternità surrogata, dell'utero in affitto e del mercato nero dei neonati.