Internazionale

Caccia il figlio gay di casa: condannata a pagare un assegno mensile

Caccia il figlio gay di casa: condannata a pagare un assegno mensile

Poiché alla madre di Francesco era stata assegnata la casa familiare in quanto affidataria dei figli, il giudice ha stabilito che il ragazzo, dato che "non convive con la madre per mancato consenso manifesto della stessa", e "anche se maggiorenne non ha raggiunto l'indipendenza economica", debba ricevere ogni mese dai genitori un assegno di mantenimento.

La decisione è stata presa da Valentina Ferrara, giudice del Tribunale di Napoli Nord. Il giovane, di nome Francesco, si è dunque allontanato ma denunciando la donna e chiedendole un assegno di mantenimento perché non ancora in grado di provvedere, da solo, a sé stesso. I genitori sono separati e il ragazzo viveva in casa con la madre e la sorella.

Cascina (Fi): striscione festeggia premio Nobel per la fisica
Il corrispondente italiano dei tre vincitori di oggi è Adalberto Giazotto , il vero padre di Virgo , insieme al francese Alain Brillet.

Francesco è stato difeso in giudizio dall'avvocato Salvatore Simioli, dello sportello legale di Arcigay Napoli.

Il ragazzo era stato cacciato di casa non appena compiuti 18 anni. Il giudice non si è espresso invece sull'altra richiesta del giovane omosessuale di frequentare una sorella minorenne. Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli ha parlato della "solidarietà "della rete nazionale lgbt "che ha consentito di dare accoglienza al ragazzo" e della vicinanza delle istituzioni".