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Rosatellum bis, il Pd minaccia il ricorso alla "fiducia tecnica"

Rosatellum bis, il Pd minaccia il ricorso alla

Proteste in piazza Montecitorio da parte dei grillini anche contro il presidente della Repubblica. Furono comunisti e socialisti ad assegnare il fortunato epiteto alla legge elettorale con cui si votò solo in un'occasione, nel 1953, quando la Dc mancò il risultato e - pur vincendo le elezioni - non ottenne alcun premio di maggioranza.

In epoca repubblicana la fiducia sulla legge elettorale è stata posta solo in due occasioni prima di oggi: la prima volta nel 1953 con la cosiddetta legge truffa, voluta dal leader della Dc Alcide De Gasperi. Nel Pd sono già tre quelli che hanno dichiarato che non voteranno il Rosatellum: Rosy Bindi, il prodiano Franco Monaco e il lettiano Marco Meloni. Sollecitato dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato (che dà il nome al ddl), al termine di una riunione d'urgenza del Consiglio dei ministri il premier Paolo Gentiloni autorizza il voto di fiducia sul disegno di legge elettorale. Qui sta la "prova del budino": le nostre forze politiche, così divise al loro interno, saranno capaci di raggiungere accordi tanto precisi e lungimiranti, destinati a durare, senza continuare a suddividersi all'infinito al loro interno e, poi, a rompere gli accordi con i loro avversari-alleati? La decisione di mettere la fiducia era stata presa lunedì pomeriggio, dopo una serie di incontri, per blindare un testo complicato, esposto ai franchi tiratori, ai piccoli colpi di testa che mai si possono escludere in Parlamento: 120 voti segreti, che comunque, ovviamente, rimangono. "Tutti i Parlamentari del mio gruppo, facenti riferimento sia a Pisapia che a D'Alema, voteranno contro alla fiducia richiesta dal Governo e al merito del provvedimento". All'estrema sinistra, stesse urla, con i deputati MDP e Si tutti in piedi a battere sui banchi in segno di protesta. 'Impedite il ritorno della melma', manda a dire in un lungo post sul suo blog. Anche Rifondazione comunista sarà in piazza Montecitorio a fine mattinata con i suoi militanti. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento.

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Ilary le dice di andare da lui: finalmente i tre fratelli possono riabbracciarsi. Anche le ragazze hanno fatto lo stesso.

A Montecitorio arrivano i primi due sì sulla legge elettorale. "Con questa legge sarà composto da rappresentanti dei partiti", dice oggi Alessandro Di Battista (M5s), su Radio Capital.

Poi la legge passerà al Senato dove non dovrebbe avere problemi, visto che non sono ammessi voti segreti. "Il voto segreto andrebbe tolto. La legge, matematicamente, non consentirà di formare una maggioranza certa e un governo che difenda gli interessi degli italiani", ha detto a La Stampa.