Finanza

Sindacati in piazza sulla legge di bilancio

Sindacati in piazza sulla legge di bilancio

Si sono svolti stamattina, a Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro e Olbia, in concomitanza con iniziative simili in tutte le città d'Italia, i presìdi organizzati davanti alle prefetture da Cgil, Cisl e Uil per sostenere le proposte unitarie dei sindacati sulla legge di bilancio nazionale.‬ Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani, difendere l'occupazione, garantire a tutti una sanità efficiente e rinnovare i contratti, sono gli obiettivi della giornata di mobilitazione nazionale. Inoltre, la vertenzialità diffusa nel territorio di Brindisi, richiede sempre maggiori attenzioni, nel segno della corresponsabilità sociale, al fine di rilanciare le ragioni dello sviluppo e della salvaguardia occupazionale in tutti i settori produttivi. In particolare per quanto riguarda il lavoro chiediamo che gli interventi a favore delle assunzioni di giovani a tempo indeterminato siano selettivi e non a pioggia, privilegiando il contratto di apprendistato. Accanto alle misure per i più giovani, però, c'è anche il delicato tema degli ammortizzatori sociali.

Quella che il governo si appresta a varare non è una legge di bilancio che soddisfa pienamente i sindacati.

Derby di Milano, la sfida è anche tra le wags
Inevitabilmente in tensione, le due settimane del derby di andata e di ritorno se vivi a Milano le senti particolarmente. Essere fischiati fa parte del nostro lavoro. "Ma l'importante è uscire dal campo con la maglia sudata".

La manifestazione si e' svolta a Bologna, davanti alla Prefettura, con la partecipazione dei segretari regionali e bolognesi: Luigi Giove e Maurizio Lunghi (Cgil), Giorgio Graziani e Danilo Francesconi (Cisl) e Giuliano Zignani (Uil). Non più rinviabile la stabilizzazione dei precari, la defiscalizzazione degli straordinari, così come sottoscrivere i contrati di lavoro dopo anni di vuoto normativo ed economico.

I segretari di Cgil, Cisl e Uil si soffermano anche sulla questione occupazione: "Gli ultimi dati - osservano - sono preoccupanti, ci sono ancora 25mila occupati in meno rispetto al 2008 e l'occupazione che si crea è fatta di contratti a termine e forme di part time involontario".