Cultura

E' morto il regista massetano Umberto Lenzi: il cordoglio dell'amministrazione comunale

E' morto il regista massetano Umberto Lenzi: il cordoglio dell'amministrazione comunale

Mato a Massa Marittima il 6 agosto 1931, Umberto Lenzi cominciò a fare cinema nel 1961, come aiuto regista della pellicola d'avventura 'Il terrore dei mari', dopo essersi diplomato nel '56 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

I suoi lavori più celebri, quelli che l'hanno trasformato in un autore di culto, sono Milano odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata e Napoli violenta.

Il regista ha trascorso soltanto la sua infanzia in Maremma, trasferendosi poi a Roma per gli studi senza farne ritorno.

Europa League, Atalanta da sogno: 3-1 contro l'Apollon
Suso e Cutrone hanno le due occasioni più nitide del match milanista, ma in entrambi i casi ottimi riflessi da parte del portiere. Di fronte l'Aek Atene che la segue in classifica nel Girone D a 4 punti, mentre i rossoneri sono a punteggio pieno a quota 6.

Negli anni sessanta si specializza nel genere del giallo all'italiana, inventando il cosiddetto 'giallo erotico italiano", che in seguito egli stesso definirà "thriller dei quartieri alti", firmando la trilogia composta da: "Orgasmo (1969), Così dolce... così perversa (1969) e Paranoia (1970), tutti interpretati dall'ex stella hollywoodiana Carroll Baker. Firmò la sua prima regia sempre nel '61 (all'epoca il cinema italiano era iper prolifico) con il film di cappa e spada 'Le avventure di Mary Read', con Lisa Gastoni.

Negli anni ottanta il maestro Umberto Lenzi volge il suo interesse verso il genere horror dirigendo film come Incubo sulla città contaminata e Mangiati vivi! Chi lo conosceva bene lo considerava una persona spigolosa, un toscanaccio, perfezionista, esigente e pronto a infuriarsi sul set e fuori. L'artista è morto all'ospedale Grassi di Ostia dove era stato trasferito dalla casa di riposo Villa Verde, che lo ospitava da tempo. Regista e sceneggiatore, fu lui a cucire addosso a Tomas Milian il personaggio di Er Monnezza, poi portato avanti da Bruno Corbucci dopo la rottura del sodalizio tra il regista e l'attore di origine cubana. Aveva ottantasei anni ed era tra i maggiori esponenti del poliziottesco. Ti piacevano i registi americani di azione, ti piaceva lo stile asciutto di Fuller.