Finanza

Etichetta d'origine su pelati e sughi, Coldiretti: "Consumatori soddisfatti"

Etichetta d'origine su pelati e sughi, Coldiretti:

I ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina e dello Sviluppo economico Carlo Calenda hanno firmato il decreto interministeriale per introdurre l' obbligo di indicazione dell'origine dei derivati del pomodoro. L'applicazione è prevista per una fase transitoria di due anni. "Confidiamo che questo possa porre un argine alle speculazioni sterili e strumentali che la nostra industria ha subìto e continua a subire sulla leggenda del pomodoro cinese sulle tavole degli italiani, pur nella consapevolezza che sarà necessaria un'omogeneizzazione tra la regolamentazione nazionale e quella comunitaria con un intervento sul regolamento (UE) n. 1169/2011, evitando che la norma abbia un'efficacia limitata soltanto al territorio italiano, come sta già avvenendo per la passata di pomodoro". I consumatori informati sono consumatori consapevoli nonché meno vulnerabili al rischio di acquistare prodotti non certificati. Se tutte le operazioni avvengono in Italia, si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".

Origine in etichetta per conserve, Sughi e concentrati.

Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

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I derivati del pomodoro sono gli ultimi prodotti - in ordine di tempo - sui quali il governo ha chiesto all'Unione europea una deroga al regolamento europeo 1169 del 2011.

Oltre l'82% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro. Finalmente, dopo il boom di concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina e spacciato per Made in Italy (si parla del 36% degli arrivi, per un totale di 92 milioni di chili di concentrato nel 2016 proveniente dall'Oriente), arriva una misura per tutelare i consumatori.

"Ad oggi l'obbligo di indicare la provenienza è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati. Il risultato è che dalla Cina si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione". Ad aprile scorso è entrato in vigore l'obbligo di indicare sull'etichetta dei formaggi l'origine del latte mentre è in attesa una norma uguale per quanto riguarda la pasta e il riso. "I consumatori, al contrario, hanno pieno diritto di sapere cosa mangiano perché l'origine dei prodotti modifica le scelte economiche degli utenti" conclude Rienzi.