Medicina

Cesare Battisti: "Qualcuno mi ha teso una trappola"

Cesare Battisti:

"Certo che penso che non sia stato lui a uccidere materialmente mio padre". Vi sarebbe quindi, da parte della presidenza brasiliana, l'intenzione di riconsegnare Battisti all'Italia.

"Faccio autocritica sull'uso della lotta armata". Lo ha deciso all'unanimità il Tribunale della terza regione che ha concesso oggi l'habeas corpus all'ex terrorista italiano, condannato in Italia a quattro ergastoli e in latitanza da 36 anni. I legali della presidenza hanno già spiegato che "le circostanze che giustificavano la decisione di non estradarlo possono modificarsi con il passare del tempo".

La prossima settimana dovranno decidere se accogliere il ricorso o respingerlo, trasmettere all'Organo Collegiale Supremo e tener conto delle valutazioni del ministro della Giustizia e della Procura generale. Visti gli interessi legati alla vicenda e l'attuazione dei trattati internazionali, esiste una possibilità di revisione.

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Un uomo di nazionalità marocchina e tre dei suoi figli sono morti: gravissimo un altro bambino ricoverato in ospedale. Il quarto figlio , invece, è vivo e le sue condizioni sono stabili, anche se ha riportato diverse ustioni gravi .

Parole che hanno trovato la pronta reazione di Alberto Torregiani: "Battisti se ha delle prove le usi, non rompa le balle alle famiglie delle vittime". E aggiunge: "nel plenario dell'Alta Corte brasiliana ci sono diverse voci, molte delle quali sono a mio favore".

Alla domanda sul suo passato di violenza, Battisti risponde di aver compassione delle vittime. Cesare Battisti dichiara: "Qualcuno ha voluto portarmi alla frontiera con la Bolivia, è stata una trappola. Era tutto organizzato. Io qui in Brasile sono accettato da tutti, tutti mi vogliono bene" ha aggiunto l'ex terrorista. Alberto Torreggiani nel 16 febbraio 1979 rimase paraplegico per un colpo alla colonna vertebrale, mentre suo padre Pierluigi Torreggiani venne ucciso: un delitto di cui Cesare Battisti è accusato e per il quale Alberto Torreggiani ha invece invocato a più riprese l'estradizione del latitante. "L'ho aiutato a scrivere un libro". "Ho una relazione con Alberto Torregiani".

'Fortunatamente sono uscito prima che iniziassero omicidi nel mio gruppo'. "Come si può essere soddisfatti o fieri di tanta violenza, tanti omicidi tanto sangue, da una parte come dall'altra?"