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Dj Fabo, inizia il processo a Cappato con video choc

Dj Fabo, inizia il processo a Cappato con video choc

Nella richiesta di archiviazione dello scorso luglio, i pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini parlavano di un vero e proprio "diritto a una morte dignitosa".

Per dimostrare le condizioni fisiche in cui si trovava dj Fabo e la lunga agonia a cui sarebbe andato incontro nel morire senza supporto medico-farmacologico, in aula verrà proiettato il video choc dell'intervista rilasciata dal quarantenne aLe Iene. Il gip Luigi Gargiulo, però, ha ordinato l'imputazione coatta: avendo prospettato a Dj Fabo una dolce morte qualora si fosse rivolto a alla struttura svizzera, Cappato, secondo il gip, non solo lo avrebbe aiutato a morire ma avrebbe anche rafforzato il suo "proposito di suicidio". Per la Procura, invece, avrebbe semplicemente aiutato una persona ad esercitare il diritto di morire con dignità.

È cominciato questa mattina davanti alla Corte d'assise di Milano il processo - che si celebra con rito immediato - a Marco Cappato, ed è stato subito rinviato.

OSTIA AL VOTO - Alle 12 affluenza del 10,89%
Sul totale dei 185.661 aventi diritto nelle 183 sezioni allestite hanno votato in 53.233. Alle 12 l'affluenza per le elezioni del Municipio X di Roma è stata del 10,89%.

Per manifestare la loro solidarietà a Cappato, i Radicali hanno organizzato un presidio davanti al tribunale e lanciato una campagna social con hashtag '#ConCappato', "una chiamata civile ai cittadini italiani che vogliono essere liberi".

"Questo processo - ha spiegato Cappato fuori dal tribunale - è un'occasione pubblica per le persone che soffrono e i malati terminali nel nostro Paese di sapere quali sono i diritti di scelta nell'interruzione della sofferenza della vita, ma anche, per chi lo vuole, di scelta di continuare a vivere".

Il processo potrebbe arrivare a sentenza già tra gennaio e febbraio, dopo le due udienze fissate per il 4 e il 13 dicembre dedicate all'ascolto dei pochi testimoni, tra cui anche il medico-anestesista Mario Riccio che seguì il caso Welby, la madre e la fidanzata di Antoniani, e alla proiezione del video choc. Lo hanno chiesto e ottenuto i pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini nella prima udienza del processo a Marco Cappato.