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Sicilia, arrestato appena eletto: ai domiciliari consigliere Udc

Sicilia, arrestato appena eletto: ai domiciliari consigliere Udc

Non sono trascorse neanche 48 ore dal rinnovo dell'Assemblea siciliana, che il nuovo Parlamento regionale è stato travolto dal primo terremoto giudiziario: il neo deputato regionale dell'Udc Cateno De Luca è stato arrestato dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Messina con l'accusa di essere stato promotore di una evasione fiscale di circa 1 milione 750 mila euro.

Già nel giugno 2011 Cateno De Luca si era trovato nei guai.

Proprio in quel periodo era già deputato nel movimento Sicilia Vera.

Le indagini hanno individuato un intreccio societario che faceva capo alla Fenapi, riconducibile a De Luca e Satta, e alla Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori, utilizzato per un sistema di false fatture che avrebbe consentito l'evasione di imposte dirette e indirette. Lo schema estremamente evasivo che emerge dalle indagini, prevedeva l'imputazione di costi fittizzi della Federazione Nazionale a vantaggio, ovviamente, del Caf Fenapi Srl. Il trasferimento di materia imponibile alla Federazione, in virtù del regime fiscale di favore di cui godeva, concretizzava la frode. Uscito indenne o quasi dall'inchiesta sulle spese dell'Ars, il politico è stato assolto in sede penale dal gup, ma condannato al pagamento di 13mila euro da parte della Corte dei conti per le spese nella qualità di capogruppo all'Assemblea regionale.

Venezia, il corpo di un neonato in un centro per i rifiuti
L'autopsia , che sarà disposta dalla procura di Venezia , dovrà stabilire se il bimbo è stato abbandonato quando era ancora vivo e le cause del decesso.

Assieme a De Luca, anche Satta è stato oggetto del provvedimento degli arresti domiciliari, mentre altre 8 persone sono indagate a piede libero. "Avrebbero dovuto fare il loro dovere e informare i cittadini sullo schifo che si trovava nelle liste perché non era una questione politica, ma di legalità". I voti raccolti "da condannati, arrestati e indagati per fatti gravi, sono secondo i dati oltre 97mila". L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. Lui però non ci sta e, non essendogli stata tolta la possibilità di collegarsi ad internet dalla sua abitazione, divenuta carcere, si scatena sul suo profilo Facebook, postando prima una lunga riflessione e, poi, un video in cui denuncia il complotto ordito ai suoi danni da presunti affiliati alla #massoneria di Messina. L'arresto provoca naturalmente una bufera politica, con il M5s che attacca il neo presidente della Regione Nello Musumeci: "chieda scusa ai siciliani per quest'onta indelebile", scrive il rivale sconfitto dal Governatore Giancarlo Cancelleri.

Tra i primi a commentare l'arresto del neodeputato siciliano è stata la presidente della Commissione nazionale Antimafia Rosy Bindi, che ha parlato di "fatto gravissimo, ma non il primo".

Ma Ardizzone continua "Musumeci deve avere il coraggio di tenerla fuori dal palazzo". "Non solo per i tempi a disposizione delle Commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, in particolare alla legge Severino".