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Arezzo: genitori non pagano la mensa, i bambini mangiano pane con l'olio

Arezzo: genitori non pagano la mensa, i bambini mangiano pane con l'olio

"Chiediamo che il Sindaco Chiassai - hanno concluso le due consigliere - ritiri subito il provvedimento sul 'pane e olio' e che si apra una serena discussione sulla modifica del regolamento evitando ripercussioni dirette sui bambini".

Pane ed olio, la toscana "fettunta", sarà il pasto per gli scolari figli di genitori indietro con i pagamenti nelle mense scolastiche di Montevarchi (Ar). La sindaca Silvia Chiassai si è difesa sciorinando numeri. Così la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, commentando la notizia riportata da organi di stampa relativa alla decisione della Sindaca di Montevarchi (AR) di penalizzare bambine e bambini figli di genitori non in regola con il pagamento del servizio mensa erogato dal Comune.

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Il Club fondato al caffè del Collegio il 5 aprile 1912, nei fatti, ha cessato di esistere. Si tratta della quarta rinuncia e da regolamento scatterà la radiazione.

La scelta non è piaciuta alla vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Lucia De Robertis, che ha presentato un'interrogazione urgente all'assessore regionale della Toscana. "Tengo a precisare che i genitori 'morosi' non sono in difficoltà economiche, solo che con atteggiamento 'furbetto' hanno accumulato mancati pagamenti". Un provvedimento scaturito dopo aver conteggiato ben 1000 morosi su 4000. Il vero problema di questa situazione sarebbe il mancato pagamento del buono mensa da parte dei genitori dei piccoli. Anche sui social network si è infiammata la polemica. L'ex sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso, tramite il suo profilo Facebook, ha per esempio annunciato guerra al provvedimento: "Per la dignità della nostra città, delle nostre scuole e dei nostri ragazzi attiverò una campagna mediatica senza precedenti per far ritirare questo ignobile provvedimento della attuale amministrazione". Col vecchio sistema avevamo una morosità di circa 120mila euro l'anno fra mensa e altri servizi.

Una decisione che però ha portato al comune il risultato sperato: le 1730 famiglie morose hanno saldato i loro debiti. È paradossale che, di fronte a buchi di bilancio, siano le alunne e gli alunni della scuola dell'infanzia e della scuola primaria a pagare.