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L'Italia soffre e perde in terra svedese

L'Italia soffre e perde in terra svedese

Lo spogliatoio: "ho visto - continua Ventura - i ragazzi arrabbiati a dir poco per come è andata la partita: "adesso noi conosciamo meglio la Svezia e, la Svezia, conoscerà un'altra Italia". Poi dopo Madrid qualcosa e' cambiato, ed allora e' cambiato il nostro traguardo, che era giocare lo spareggio da testa di serie: "ora ci siamo".

Decide un'autorete di De Rossi al 61' su tiro di Johansson. "San Siro ci deve prendere per mano, come noi dobbiamo prendere per mano San Siro con la prestazione in campo".

La partita di ritorno, nella quale l'Italia si gioca la qualificazione ai mondiali in Russia del 2018, è prevista lunedì a San Siro. Un'Italietta molle e scollegata. E ora serve l'impresa, altrimenti addio Mondiali. Gli azzurri affondano dentro un 3-5-2 pallido, in cui non funziona niente: non sfruttiamo le fasce (Candreva fa praticamente il terzino), non riconquistiamo mai il pallone a centrocampo e le punte non dialogano e si pestano i piedi. Nel secondo tempo, quando proviamo a mettere il naso fuori dal guscio, arriva la doccia gelida: il gol di Johansson, entrato 5 minuti prima al posto dell'infortunato Ekdal, è una carambola beffarda e la deviazione di De Rossi spiazza Buffon.

Attenzione al finto WhatsApp
La versione fasulla dell'app si chiamava Update WhatsApp Messenger, un nome già facilmente confondibile. Unica differenza è uno spazio bianco inserito alla fine del nome, difficile da notare.

Già, perché è vero che la Svezia ha colpito molto duro, rasentando spesso il limite della correttezza, ma ha perlomeno saputo fornire un'identità di gioco, l'idea che un amalgama esiste al netto di qualche limite tecnico. Non siamo neppure fortunati. Una partitaccia con una sola attenuante: il palo di Darmian. Ventura dovrà fare a meno di Verratti, squalificato mentre potrebbe essere concessa una chance a Lorenzo Insigne con un 4-2-4.

Ventura si sbraccia, ma alla fine, pur costantemente sotto attacco, l'Italia si accontenta di far correre gli avversari, confidando in un calo atletico nella ripresa, ma imprecando pure per un paio di inserimenti senza palla di Parolo, conclusi con tentativi falliti.