Medicina

Morto per uno scambio di provette con un omonimo: medici a processo

Morto per uno scambio di provette con un omonimo: medici a processo

Alla base del decesso dell'uomo vi sarebbe uno scambio di provette di sangue al paziente per un caso di omonimia.

Per il decesso di Alberto Giacobbi, 76 anni, storico bellunese e già presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, sono comparsi in aula, per la prima udienza del processo, quattro medici dell'ospedale di Pieve di Cadore.

Quasi un mese dopo il ricovero per una lombosciatalgia, le condizioni di Alberto Giacobbi, forse per una terapia anticoagulante troppo leggera, si sono via via aggravate, con due embolie e un infarto, fino a portarlo alla morte.

Nazionale calcio, Buffon: "Culliamo il sogno Mondiale". Ventura: "Tattica, cuore e determinazione"
Ascolto i consigli degli altri, ma alla fine decido io. "Usiamo la nostra testa, il campo ci dirà se avremo ragione". Sono teso ed è inevitabile vista la posta in palio e il senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere.

"Venne parcheggiato nel reparto di Medicina e sedato - ha raccontato la donna - ebbi il presagio che sarebbe andata a finire male".

Il nodo del processo è la causa della morte. "Per un'omonimia la terapia era stata calibrata su una persona che aveva un problema più lieve".