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De Devitiis: "Sono andato da Ventura come tifoso, non come giornalista"

De Devitiis:

Per poter ripartite definitivamente, c'è bisogno di chiudere con il passato, nella fattispecie con Giampiero Ventura, che nonostante il tonfo non ha assolutamente intenzione di dimettersi. "Non capisco questa indignazione sui social per il mio servizio, era una chiacchierata con il Mister". La frase è pronunciata da Ventura, ma le Iene non mollano: "Con educazione, si dimette o no?" Per il blasone che ha la panchina azzurra, ci vogliono personaggi vincenti, carismatici (che sappiano tenere testa ad uno spogliatoio composto da elementi prestigiosi) e con la giusta esperienza internazionale.

Era un passo indietro nella storia, almeno di 25 anni, quando la Federcalcio nominava i suoi ct "pescando" nella fucina di Coverciano, da dove erano arrivati Valcareggi, Bearzot e Vicini (bei tempi, di un meraviglioso azzurro), prima della svolta dell'autunno '91 con Sacchi ct: da allora -dopo le parentesi Maldini e Zoff solo e soltanto allenatori in arrivo dai club, peraltro i big, da Trapattoni a Lippi a Conte.

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Oggi ti seguo da dentro 4 mura e allora ti dico che questo pezzo di vita ti deve servire a migliorare. Mi sembra ieri che ti sono venuto a prendere all'aeroporto.

Beccato in aereo sul volo Milano-Bari dalla Iena Nicolò De Devitiis, Ventura si è lasciato andare ad alcune considerazioni che si commentano da sole: "Senza l'Italia saranno brutti Mondiali, ma purtroppo è andata, che ci posso fare?" Attendiamo fiduciosi gli sviluppi della situazione.