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IKEA: licenziata mamma di un disabile

IKEA: licenziata mamma di un disabile

Così una dipendente di 39 anni dell'Ikea di Corsico, Marica Ricutti, con due figli - di cui uno disabile - ha ricevuto una lettera di licenziamento per non avere rispettato per due volte i turni.

"Mi sono sempre adattata a tutte le richieste - ha raccontato Marica a La Repubblica - e ho detto di sì anche all'ultima, quella in cui mi hanno chiesto di cambiare reparto". Non sono stati in silenzio i sindacati, invece, che ieri hanno scioperato per due ore.

Nel frattempo l'azienda ha diffuso un comunicato.

"Ikea Italia, a conferma del proprio modo di lavorare che sostiene e sviluppa le proprie risorse interne, ha creduto nel percorso professionale della Sig.ra Marica Ricutti che negli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità".

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Nonostante la nota ufficiale dell'azienda, il caso del licenziamento di Marica si sta spostando dal piano del lavoro a quello della politica. All'ennesimo cambio di mansione l'azienda le aveva imposto un cambio di orario che la costringeva ad anticipare il turno alle 7 di mattina. "Invierò una mail direttamente a Ingvar Kamprad, patron di Ikea, per segnalargli una vicenda che, sono certo, verrà risolta rapidamente ma sulla quale è fondamentale che tutte le parti in causa e l'opinione pubblica siano debitamente informate per evitare che errori simili vengano nuovamente compiuti", ha dichiarato Morelli.

Dal 1992, anno di emanazione della legge n. 104, sono state introdotte agevolazioni fruibili sul posto di lavoro esplicitamente dirette ai genitori e ai familiari di persone con handicap in situazione di gravità. "Dal magazzino alle casse, poi al bistrot-bottega e, nel 2015, presa la laurea da tecnologo alimentare, sono passata al ristorante", spiega la donna licenziata.

Siete uno scandalo.", "Tipo il cambiamento che avete portato nella vita di Marica Ricutti, madre sola con due figli piccoli di cui uno disabile, licenziata e buttata via come uno dei vostri mediocri arredi? Prima le è stato contestato il fatto che proseguisse nell'orario che faceva prima del cambio, con inizio alle 9 del mattino, poi è arrivato il licenziamento essendo venuto meno il rapporto di fiducia con la lavoratrice, che ha la tutela dell'articolo 18.

"Alla faccia del welfare svedese" dicono alla Filcams Cgil di Milano. "In questi anni Ikea ha cambiato pelle - afferma - il segretario generale della Filcams Cgil di Milano, Marco Beretta - e questo episodio è un chiaro messaggio rivolto ai lavoratori. Anche per questo motivo da una decina di giorni, insieme ai lavoratori dipendenti di Ikea Italia, abbiamo lanciato la campagna #CambiaIkea", che in una settimana ha raccolto 25mila firme web e cartacee. Vogliono far capire a tutti che decidono loro e, a prescindere dai problemi che può avere ognuno, o accettano o sono fuori.