Finanza

Nel 2016 il 30% degli italiani a rischio povertà o esclusione

Nel 2016 il 30% degli italiani a rischio povertà o esclusione

E rileva che "la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata".

Metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Lo scopo dei volontari è anche quello di rasserenare chi si trova ai margini della società, chi ha perso la dignità e la fiducia in se stesso e negli altri.

In generale, le famiglie con cinque o più componenti si confermano le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale (43,7% come nel 2015), ma è per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora (per le prime sale al 34,9% dal 31,6%, per le seconde al 25,2% dal 22,4%). "Aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%)".

Le persone in grave difficoltà - sottolinea ISTAT - supera di 5.255.000 unità rispetto agli obiettivi prefissati dalla Strategia Europa 2020.

Ovviamente, l'area geografica del nostro Paese sulla quale il rischio povertà si fa più minaccioso è il Mezzogiorno, dove il rischio povertà sfiora il 47%.

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Eppure l'economia è tornata a crescere, e con lei i redditi netti delle famiglie residenti in Italia, pari in media a 2.500 euro al mese. Si stima infatti che il 46,9% degli abitanti sia a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 25,1% del Centro, 21,0% del Nord-ovest e il 17,1% del Nord-est.

Secondo l'istituto di statistica, in Italia i poveri sono in aumento mentre i ricchi riescono a catalizzare nelle loro tasche sempre più introiti, allargando la forchetta rispetto alle classi medie (che, a questo punto, stanno sempre più scomparendo). "Da tale scenario emerge chiaramente quanto sia necessario ed urgente, per il Paese, avviare una redistribuzione dei redditi in grado di colmare i forti divari esistenti".

Ben 18 milioni di cittadini, praticamente un italiano su tre, è a rischio povertà o esclusione sociale. I dati di oggi ci dicono che non basta varare il Rei, cercando di tamponare l'emergenza.

"Le misure di contrasto alla povertà devono essere accompagnate da politiche di welfare efficaci - si riporta dunque -, oltre che da azioni mirate ad incrementare l'inclusione nel mondo del lavoro".