Cultura

UFFICIALE, la pizza napoletana è patrimonio dell'Unesco: "E' la vittoria di Napoli"

UFFICIALE, la pizza napoletana è patrimonio dell'Unesco:

La decisione dell'Unesco, presa da un apposito comitato intergovernativo dell'agenzia Onu riunito nell'Isola di Jeju, in Corea del Sud, è stata accolta con soddisfazione dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: "L'arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell'Umanità Unesco".

Per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si tratta di un "grande riconoscimento per l'Italia, Napoli e la Regione".

L'arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio Immateriale dell'Umanità!

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Intanto, giusto poco fa, Giulia De Lellis ha ricevuto un bellissimo e commovente videomessaggio da parte della sua mamma. Per i bookmakers la vittoria finale sarà proprio della giovanissima e seguitissima sul web, Giulia De Lellis .

Nonostante la sua fama indiscussa, in pochi, però, si sarebbero aspettati di trovare il mestiere del pizzaiolo tra i patrimoni dell'Unesco. "Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo", sottolinea. Ogni giorno le circa 63mila pizzerie e locali per l'asporto, taglio e trasporto a domicilio fanno circa 5 milioni di pizze. Una città da amare per quello che dato alla storia.

I festeggiamenti si sono concentrati prevalentemente in questa pizzeria poiché, leggenda vuole, che nel giugno del 1889 fu convocato al Palazzo di Capodimonte, dove la famiglia reale si recava in estate, Raffaele Esposito (cuoco della sopra citata pizzeria) perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue pizze. In Europa invece nessuno ne mangia tanta quanto gli italiani (7,6 chili all'anno); li seguono spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci (3,3). Coldiretti sottolinea infatti la minaccia per i consumatori costituita dalle pizze "realizzate con farina proveniente da grano dell'Ucraina, mozzarelle da cagliate lituane, extravergine tunisino e concentrato di pomodoro cinese". Ma è simbolo anche di ciò che dovremo essere. Plagi e falsi in campo alimentare "causano gli stessi danni di quelli degli altri prodotti". Confesercenti ha partecipato alla battaglia, affiancando Fondazione Univerde e Pecorario Scanio sin dal 2015 con iniziative, raccolta di firme e incontri stampa.