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Addio a Don Riboldi: vescovo anticamorra di Acerra per 21 anni

Addio a Don Riboldi: vescovo anticamorra di Acerra per 21 anni

Il vescovo Riboldi è morto all'alba del 10 dicembre a Stresa, in Piemonte, a 94 anni.

In particolare Don Antonio divenne la voce dei terremotati del Belice, in Sicilia, che vivevano nelle baracche al freddo. Per tutti era "don Antonio". "Da Stresa, da dove si trova dall'estate scorsa - aveva scritto - giungono notizie non confortanti sulle condizioni di salute di mons". L'annuncio della morte è stato dato dalla Curia di Acerra dove è stato vescovo dal 1978 al 2000. I funerali saranno celebrati nella cattedrale di Acerra (Napoli). Di don Riboldi, la diocesi di Acerra ricorda anche il modo in cui diede rinnovato vigore della vita diocesana, il cui "fiore all'occhiello" erano gli "annuali convegni diocesani", con relatori illustri come il Cardinale Carlo Maria Martini.

Giunto nella provincia di Napoli, negli anni Ottanta, don Riboldi è il primo prete a scendere in piazza contro la camorra, in quel periodo dominata dalla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo.

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Fu un vescovo che amò profondamente il Sud ed il suo popolo, non solo i suoi fedeli, ma davvero tutti.

Alla madre che gli mostrava la sua preoccupazione perché viveva sotto scorta, il vescovo Riboldi rispose: "Meglio ammazzato che scappato dalla Camorra".

Anche la vita diocesana riprende vigore grazie al carisma e all'impegno di monsignor Riboldi, e lo stesso presule spesso ricordava lo stupore che gli aveva confessato l'arcivescovo di Milano di fronte a tanta vitalità, nonostante le piccole dimensioni della diocesi. Dell'ordine dei Rosminiani, il vescovo emerito non ha mai più abbandonato Acerra e dopo le dimissioni in base al diritto canonico ha continuato a vivere in quella che considerava la sua città. Curioso e aperto alla modernità, Riboldi è stato uno dei primi vescovi a sbarcare su Internet nel 1997.