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Summit sul clima. Macron: "stiamo perdendo la battaglia"

Summit sul clima. Macron:

"Chi c'era prima di noi era più fortunato", ha proseguito il presidente. È questo lo slogan con cui il presidente francese Macron ha aperto l'One Planet Summit, facendo evidente riferimento e forse anche il verso al ben più celebre motto usato dal presidente statunitense durante la sua campagna elettorale. E la stiamo perdendo non perché la rotta di riconversione sia sbagliata, anzi i segnali di crescita dell'efficienza energetica, delle fonti rinnovabili sono netti. "Non andiamo abbastanza veloci e questo è il dramma", ha continuato invitando "tutti a muoversi, poiché poi saremo tutti chiamati a rendere conto".

Riscaldamento globale. "Stiamo perdendo la battaglia del clima". "Il mondo va avanti, va avanti anche senza gli Stati Uniti e loro rischiano di perdere un'occasione per la loro economia e per il loro ambiente", ha detto il ministro dell'Ambiente italiano, Gian Luca Galletti. Il parterre del vertice è stato di prim'ordine: tra i circa 4mila partecipanti (tra cui un migliaio di giornalisti), il presidente francese è riuscito a convocare a Parigi oltre 50 tra capi di Stato e di governo (dalle Fiji alle Isole Marshall, dal Bangladesh all'Egitto, passando per Ungheria, Marocco, Mali, Messico, Norvegia, Regno Unito, Tunisia, etc.); oltre 130 paesi sono rappresentati a livello ministeriale.

"Ci sono più di 180 paesi come negoziatori, non sono pronto a rinegoziarare l'accordo con così tante persone attorno a un tavolo, mi dispiace".

Nonostante il taglio delle emissioni deciso nel vertice sul clima del dicembre 2015, l'obiettivo di bloccare il riscaldamento climatico entro un tetto compreso tra 1,5 e 2 gradi di aumento rispetto all'era preindustriale si allontana.

Liberi(e)Uguali, un simbolo dedicato a chi …
Il mio obiettivo - ribadisce - è allargare, nessuna preclusione verso il Pd o M5s dopo le elezioni". Noi faremo una campagna elettorale in modo rispettoso.

"La responsabilità è della Cina, che consuma il 51% del carbone mondiale, e che nel 2017, avendo avuto un calo dell'idroelettrico, ha invertito il trend aumentando l'utilizzo del carbone", spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

A partire dal 2019, la Banca Mondiale non finanzierà più l'esplorazione e l'estrazione di petrolio e gas.

Infine, 237 aziende hanno deciso di valutare il rischio climatico nelle loro attività; tra queste 20 delle maggiori banche del mondo e l'80% dei gestori patrimoniali. Difficile, almeno finché gli Stati Uniti nel loro insieme e la Cina non inizieranno a partecipare attivamente al processo di salvaguardia climatica.