Finanza

Etruria, Ghizzoni ammette il colloquio con Maria Elena Boschi

Etruria, Ghizzoni ammette il colloquio con Maria Elena Boschi

Ringraziamenti che sono arrivati anche da De Bortoli: "Ringrazio Federico Ghizzoni per aver confermato la richiesta dell'allora ministra Maria Elena Boschi di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria", ha scritto su Facebook. Poi, prosegue Ghizzoni, "le risposi che per le richieste di questo genere non ero in grado di dare risposta positiva e negativa", e "le dissi che avrebbe valutato la banca: l'analisi fu fatta da tecnici in totale indipendenza". Cosa su cui il ministro convenne. "Fu un colloquio cordiale, personalmente non avvertii pressioni e ci lasciammo su queste basi". "Io le risposi - ricorda l'ex capo dell'istituto milanese - che le banche sane avrebbero preso le posizioni abbandonate da quelle in difficoltà".

Dopo alcuni incontri occasionali nei mesi precedenti con l'allora ministra Boschi l'allora ad di Unicredit ebbe il 12 dicembre un incontro "da solo" a Palazzo Chigi nel quale "per la prima volta affrontammo il tema specifico delle banche in crisi". E non ho chiesto io di acquisire Banca Etruria, ma Mediobanca e BPEL. Boschi "mi chiese se era pensabile per Unicredit un intervento su banca popolare dell'Etruria". "Questo dal punto di vista semantico", ha spiegato Ghizzoni "fa la differenza". Se mio padre ha sbagliato deve pagare. "Da quel momento in poi non ci sono stati ulteriori contatti, le strutture continuavano a lavorare su un'ipotesi di acquisizione" di Banca Etruria.

Una ricostruzione che viene confermata anche da Boschi che, con un tweet: "Confermo relazione iniziale di Ghizzoni - scrive l'attuale sottosegretaria alla presidenza del Consiglio - Non ho fatto alcuna pressione". In seguito, Ghizzoni rispose "ok ti confermo che stiamo lavorando e contatteremo i vertici di Etruria". Se si voleva fare vera e forte pressione sarebbe stato più facile fare una telefonata. "Non l'ho mai considerato un interlocutore politico" ha aggiunto.

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"Mi venne da pensare a chi potesse aver chiesto questo sollecito".

Banca Etruria è stata posta in liquidazione coatta amministrativa nel 22 novembre 2015 dopo che appena due anni prima la storica banca di Arezzo aveva rimesso al mercato la ricerca di un gruppo bancario di "elevato standing" con cui definire un processo di integrazione e/o aggregazione su indicazione della Banca d'Italia dato il dissesto dei propri conti. Sono molteplici, infatti, le iniziative di natura professionale che abbiamo promosso o verificato insieme. "Esclusi la banca (Etruria, ndr), perché avevamo un rapporto aperto". "Tutto assolutamente trasparente, tutto assolutamente legittimo", ha concluso Carrai. "Chiedete a lui, non al Pd", si svincola Matteo Orfini, capogruppo Pd in commissione banche, al termine dell'audizione di Ghizzoni.