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Sciopero della grande distribuzione e delle coop: "Adesione del 60%"

Sciopero della grande distribuzione e delle coop:

GRANDE DISTRIBUZIONEPORDENONE Adesioni a macchia di leopardo allo sciopero prenatalizio della grande distribuzione, che non ha fermato lo shopping, forse - è l'ipotesi dei sindacati - anche in conseguenza delle pressioni che le aziende avrebbero esercitato nei confronti dei lavoratori.

La Fisascat-Cisl di Parma e Piacenza sottolinea la partecipazione allo sciopero dei lavoratori proclamato per oggi nel mondo della distribuzione organizzata e della distribuzione cooperativa.

A protestare i dipendenti della distribuzione cooperativa e di Federdistribuzione.

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E questa è la volontà della bis nipote dei due sovrani defunti, Serge di Jugoslavia che si fa portavoce della famiglia Savoia. Vittorio Emanuele III , marito della Regina Elena , è il re che ha vissuto il secondo conflitto mondiale.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti da imprese della Distribuzione Cooperativa sottoscritto nel lontano 2011 è scaduto dal 31 dicembre 2013, dunque sono ben quattro gli anni trascorsi senza che i trattamenti retributivi delle lavoratrici e dei lavoratori del settore abbiano ottenuto incrementi. I negoziati con l'associazione nazionale di settore Federdistribuzione sono in stallo da quasi un anno, da quando, cioè, l'associazione datoriale ha deciso unilateralmente di erogare aumenti economici di lunga inferiori rispetto ai contratti nazionali di settore già rinnovati con le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti. "Non si può guadagnare recuperando solo dal costo del lavoro".

Da quattro anni infatti i lavoratori delle grandi catene distributive locali e nazionali sono in attesa del contratto nazionale.

"Primaria missione della cooperazione di consumatori - si legge in una nota di Coop Alleanza 3.0 - è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l'occupazione. Nonché altri due temi: la volontà di ridurre il pagamento dei primi tre giorni di malattia (che le imprese chiamano norma antiassenteismo, come se tutti quelli che si ammalano siano assenteisti) e, per i nuovi assunti, a parità di stipendio, la volontà di incrementare l'orario di lavoro". "Tornare alla "alla casa del padre Geppetto", e riaffermare una società più giusta, civile e solidale che concilia il lavoro e la vita è uno degli obiettivi di questo sciopero".