Internazionale

Iran: due morti in manifestazioni antigovernative

Iran: due morti in manifestazioni antigovernative

Filmati che mostrano migliaia di persone, mentre partecipano a varie manifestazioni di protesta notturne. Le notizie non confermate su altri morti, almeno una ventina, fanno registrare anche quella di un poliziotto ucciso a Najafabad mentre altri 3 sarebbero rimasti feriti. Hossein Heidari, capo della corte rivoluzionaria di Mashad, ha replicato alle accuse sostenendo che in molte città ci sono stati degli arresti che hanno coinvolto persone che avevano intonato "slogan duri".

La Tv ha però parlato di scontri diffusi, con vittime a Tuyserkan, Shahinshahr, e altre fonti parlano di analoghe manifestazioni a Izeh, oltre che nella capitale Teheran, dove peraltro una ragazza è diventata il simbolo della protesta: ha sfidato le autorità e l'obbligo di indossare il velo, l'hijab, che ha pubblicamente sventolato nel mezzo di una strada affollata.

Cosa ricorderemo di un anno di Gentiloni
Sono contento di aver fatto parte di un governo che, quando ero ministro degli Esteri, ha approvato le unioni civili, e poi il biotestamento".

Quattro persone sono rimaste uccise nelle proteste a Doroud, nella provincia occidentale iraniana di Lorestan. Il vicegovernatore ha precisato che le forze di sicurezza non hanno sparato sulla folla: "In questi scontri, non un proiettile è stato esploso dalla polizia, dall'esercito o dalle forze di sicurezza contro le persone".

Nei giorni scorsi il vicepresidente Jahangiri, ha detto apertamente che le proteste sarebbero state fomentate dai conservatori, a suo dire responsabili di aizzare il popolo contro il governo: non è stato dimostrato che sia vero, ma quel che è certo è che le proteste - anche con l'aiuto di social media come Telegram - si sono rapidamente estese in tutto l'Iran, e hanno immediatamente presto di mira gli stessi conservatori. "Le critiche e le proteste sono un'opportunità, non una minaccia" ha dichiarato Rouhani. Un aspetto che potrebbe essere un pericolo ulteriore per Rohani perché - lo ha scritto sul sito di informazione al Monitor il ricercatore dell'Università britannica Soas, Mohammad Ali Shabani - il dissenso rischia così di diventare ostaggio di gruppi eversivi ancora più pericolosi per il presidente iraniano. Il grande popolo iraniano è represso da molti anni. Ha inoltre aggiunto che "gli USA vigileranno su eventuali violazioni dei diritti umani"; a tal proposito, anche la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha dichiarato che "il Governo iraniano dovrebbe rispettare i diritti del suo popolo, incluso quello di espressione". Nel dare il suo sostegno alle manifestazioni di questi giorni, ha attaccato Rohani, il presidente americano si è dimenticato di quando "definiva gli iraniani terroristi". "La ricchezza iraniana è stata saccheggiata" e, in lettere maiuscole, "E' ORA DI CAMBIARE". Lo ha detto oggi un membro del Parlamento ai media iraniani. Così le proteste hanno un coordinamento diffuso e, dato ancora più importante, non hanno un leader né figure di riferimento.