Finanza

I clienti Banca Etruria possono rivalersi su Ubi

I clienti Banca Etruria possono rivalersi su Ubi

L'Arbitro per le controversie finanziarie della Consob compie un anno.

In 12 mesi 1.879 ricorsi per richieste di risarcimento che sfiorano i 100 milioni di euro, con una media di 55.000 euro circa a ricorso.

Il documento diramato riporta che, al 31 dicembre, le decisioni assunte sono state 305, ripartire in 187 accoglimenti e 118 rigetti. Gli intermediari interessati dai ricorsi sono 119, di cui 91 banche.

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In altri 103 ricorsi è stata dichiarata l'estinzione del procedimento su richiesta del ricorrente, prima della chiusura dell'istruttoria, quasi sempre per aver raggiunto un accordo con l'intermediario. Il Tribunale di Milano, con una decisione dell'8 novembre scorso, ha stabilito che deve essere Ubi Banca, quale acquirente di Nuova Banca Marche, a risarcire gli azionisti che hanno visto azzerato il valore delle loro azioni.

Quanto alla procedura di risoluzione che secondo l'intermediario avrebbe puntato a far ricadere in primo luogo su azionisti e obbligazionisti subordinati della Vecchia Banca le conseguenze dell'insolvenza, consentendo al contempo di salvaguardare l'avviamento della banca sottoposta a risoluzione, secondo l'Acf si riferisce "propriamente all'esercizio di diritti patrimoniali e/o amministrativi incorporati nelle azioni e da queste discendenti", intaccati o azzerati dalla risoluzione, ma non si possono "ritenere inglobate in essa anche pretese (risarcitorie o altro) relative a rapporti contrattuali tra cliente ed intermediario per la prestazione di servizi d'investimento (anche ove aventi ad oggetto azioni emesse dallo stesso intermediario)". Spiega il presidente ACF: "L'identikit dell'investitore retail che si è rivolto finora all'ACF è quello di chi: tende ad assumere un ruolo passivo, soprattutto nelle fasi di avvio e poi di formalizzazione del rapporto con l'intermediario; si autodefinisce e spesso è effettivamente privo di sufficienti conoscenze finanziarie; oscilla tra atteggiamenti di autoassoluzione e di overconfidence, sopravvaluta cioè le proprie conoscenze finanziarie".