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Raciti: Vedova, c'è dolore per sconfitta

Raciti: Vedova, c'è dolore per sconfitta

Così, all'Ansa, Marisa Grasso, vedova dell'ispettoreFilippo Raciti sulla concessione della semilibertà a DanieleMicale, uno dei due ultrà condannati per la morte del poliziottoda parte del Tribunale di sorveglianza di Catania. Micale è stato condannato insieme ad Antonino Speziale lo scorso novembre 2012, ad undici anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, ed ha già scontato più di metà della sua condanna.

La semilibertà dei Micale è stata concessa dietro richiesta dei difensori del condannato, gli avvocati Eugenio De Luca e Matteo Bonaccorsi, che sono riusciti a vincere questa battaglia.

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Il provvedimento di semilibertà riguardante Micale è stato accolto dal Tribunale nell'ottica del graduale reinserimento sociale del soggetto, al fine di consentire all'uomo di "svolgere attività lavorativa come dipendente" di un supermercato. Accetto la legge, ma nonè giusto, il mio calvario continua: "chi è condannato devescontare tutta la condanna, altrimenti non c'è certezza dellapena". Inoltre, sottolineano i giudici, non ha precedenti né carichi pendenti e "le neutre informazioni di polizia fanno ritenere che non sussistano attuali collegamenti con la criminalità organizzata". La verità giudiziaria c'è e ha stabilito che che a uccidere l'ispettore Filippo Raciti sia stato Antonino Speziale, che allora aveva solo 17 anni. Il poliziotto siciliano morì presso lo stadio Massimino di Catania, in occasione del derby fra gli etnei e il Palermo. I due assassini sono stati condannati in via definitiva, rispettivamente a 11 e 8 anni. Il ragazzo, però, è stato condannato a un altro anno di reclusione per avere assistito a un allenamento del Catania nonostante ancora sottoposto a Daspo e nel carcere di Favignana è stato trovato in possesso di un telefonino. Adesso Speziale è detenuto a Palermo, nell'istituto penitenziario di Pagliarelli.