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Regione Puglia, l'assessore Caracciolo si dimette: è indagato per corruzione

Regione Puglia, l'assessore Caracciolo si dimette: è indagato per corruzione

Scuola Giovanni XXIII, gara d'appalto truccata. Oltre a Caracciolo, sono indagati per corruzione e turbativa d'asta l'ex dg dell'Arca Puglia, Sabino Lupelli, già arrestato nell'indagine sulla gestione dell'ente che si occupa delle case popolari, il fratello di Manchisi, Amedeo, e Lamacchia. Finisce al centro di un'indagine l'assessore regionale pugliese all'Ambiente, Filippo Caracciolo, nominato in Giunta dopo il rimpasto di luglio per sostituire il dimissionario Santorsola. L'indagine, nell'ambito della quale la guardia di finanza ha compiuto perquisizioni nell'ufficio e nell'abitazione di Caracciolo, è un filone dell'inchiesta sull'Arca Puglia che il 5 dicembre scorso ha portato, tra l'altro, all'arresto dell'imprenditore Massimo Manchisi, titolare dell'impresa che sarebbe stata favorita dall'intervento di Caracciolo.

In cambio, l'assessore avrebbe ricevuto la promessa di appoggio per le prossime elezioni per cui è candidato del PD alla Camera nel collegio uninominale Puglia 4 (Andria, Barletta, Canosa di Puglia e Trani). "Tale decisione - si legge in una nota - è motivata esclusivamente dall'intento di tutelare l'amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini". Emiliano ha deciso di assegnare le deleghe (Qualità dell'ambiente-ciclo rifiuti e bonifiche, rischio industriale, ecologia, vigilanza ambientale) all'assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese.

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I feriti sono arrivati all'ospedale in tempi diversi: l'ultimo, un giovane del Mali, intorno alle 15. Quando si presentano, noi li curiamo e non chiediamo i documenti".

Si è intanto dimesso Caracciolo che ha comunicato stamattina al governatore Michele Emiliano la sua decisione di rimettere le deleghe.