Finanza

Bollette a 28 giorni: su aumenti tariffe indaga Guardia di Finanza

Bollette a 28 giorni: su aumenti tariffe indaga Guardia di Finanza

E' questo il motivo per cui la Guardia di Finanza sta effettuando in queste ore una serie di ispezioni presso le sedi degli operatori telefonici di telefonia fissa e mobile, oltre che presso la Assotelecomunicazioni di Roma. A quanto si apprende, l'attività - su input dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato - sarebbe legata al caso della fatturazione delle bollette mensili.

Sotto la lente dell'Agcm, (l'Autorità di Piazza Verdi è competente per la tutela dei consumatori), la verifica di eventuali intese restrittive della concorrenza nello sfibrante caso della fatturazione a 28 giorni, che a partire dal prossimo mese di aprile tornerà a 30 giorni per tutte le offerte (fisso e mobile), secondo quanto previsto dal decreto fiscale di fine anno e in linea con la delibera Agcom in vigore dal 23 giugno.

Possibile - secondo l'Antitrust - che siano stati effettuati degli accordi sottobanco dalle diverse compagnie sulla tariffazione mensile, diventata obbligatoria. "Se i principali operatori della telefonia applicano rincari contemporaneamente e nella stessa misura, l'utente non può nemmeno avvalersi del diritto di recesso, perché viene privato della possibilità di migrare verso società più convenienti".

Dopo lo stop per legge delle bollette a 28 giorni, i principali operatori di telefonia hanno infatti aumentato le tariffe pari a quell'importo che gli veniva garantito con la 13esima mensilità.

Torino, accolto il ricorso per Mazzarri: nel derby ci sarà
La sanzione iniziale prevedeva due giornate di squalifica , con la conseguente impossibilità di prendere parti al derby di Torino contro la Juventus .

Agcom ha già multato gli operatori, che tramite Asstel hanno a suo tempo impugnato la delibera al Tar, contestando all'Agcom carenza di potere nel disciplinare il contenuto dei rapporti contrattuali fra operatori e clienti.

Resta invece congelato il capitolo rimborsi.

I dubbi dei consumatori sono stati condiviso dal Partito Democratico (in una nota a firma di Alessia Morani, Simona Malpezzi, Stefano Esposito e Alessia Rotta), che pure ha presentato esposti al Garante per le Comunicazioni (l'AgCom) e appunto al Garante della concorrenza, l'Antitrust.