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Elezioni regionali Lombardia 2018, prima proiezione La7 SWG: Fontana 45,1%, Gori 29,5%

Elezioni regionali Lombardia 2018, prima proiezione La7 SWG: Fontana 45,1%, Gori 29,5%

Vittoria schiacciante del centrodestra in Lombardia, Zingaretti vince nel Lazio sul candidato del centrodestra Stefano Parisi. In Lombardia, Fontana è in vantaggio su Gori. Così il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il Movimento 5 stelle, Dario Violi, che ha commentato i primi risultati del voto regionale, nel corso di una conferenza stampa al Pirellone.

Come previsto dagli exit poll, in Lombardia si profila un'ampia vittoria del centrodestra.

Giorgio Gori ha subito ammesso la sconfitta.

Nel Lazio si tratterebbe di un evento storico: mai un governatore uscente è succeduto a se stesso.

A livello nazionale, indiscutibile l'exploit del Movimento 5 Stelle, e crisi invece per il Pd. Consenso percepito praticamente in linea con quello della pentastellata Roberta Lombardi (25 - 29%). Proprio Pirozzi potrebbe aver indirizzato la 'crisi' del centrodestra in questo ambito.

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"Sono vincolato da lui, per l'altissima carica che ricopre, a fare il suo nome soltanto quando lui me ne darà l'autorizzazione". In gioventù è stato militante del Fronte Monarchico Giovanile, movimento giovanile dell'Unione Monarchica Italiana.

Del resto il partito di Pietro Grasso ha scelto di sostenere Zingaretti perché con il suo programma garantiva "una svolta a sinistra". Le file, appesantite e rallentate per via delle nuove procedure di voto, non hanno scoraggiato gli elettori. In Lombardia si registra un calo. Un buon risultato, però non molto superiore al 13 di cinque anni fa. Forza Italia si attesta al 14,57%, mentre Giorgia Meloni non arriva al 3%.

Secondo questi dati Attilio Fontana avrebbe un risultato tra il 38% e il 42%. A Bruxelles augurerebbero lunga vita a Paolo Gentiloni, ma sanno benissimo che non può che limitarsi all'ordinaria amministrazione in queste settimane di negoziati per formare una maggioranza. E attendono una sua chiamata di resa. Alle ore 23 del 4 marzo, si è recata ai seggi il 73,07% delle persone aventi diritto. Passano le ore e le file si allungano, così a metà pomeriggio il comune regola il traffico: i milanesi evitino "di recarsi al seggio nelle ultime ore di apertura".

Lo spoglio rivela altri dati imprevedibili e perfino in controtendenza rispetto a quelli nazionali.

Nel Lazio l'affluenza si è attestata intorno al 68% (alla precedente tornata elettorale nel 2013, quando si votava per due giorni, l'affluenza era stata del 72%).