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Di Maio: inizia la Terza Repubblica e sarà quella dei cittadini italiani

Di Maio: inizia la Terza Repubblica e sarà quella dei cittadini italiani

Il primo con la sua veste più "istituzionale", supportato da un Grillo più defilato e un Di Battista "battitore libero", ha portato il Movimento 5 Stelle al 32,7%, per distacco il primo partito e non lontano dalla coalizione di centrodestra.

Elezioni politiche 2018, gli italiani hanno scelto ma non c'è nessuno con la maggioranza: è sfida tra il Centrodestra e il Movimento 5 Stelle.

"Abbiamo la grande occasione storica di realizzare quello che l'Italia aspetta da 30 anni: lotta alla povertà, sicurezza, taglio degli sprechi - ha proseguito Di Maio -". "Non vogliamo forzare la mano - aggiunge il capo politico del movimento - ma rivendichiamo il diritto di cominciare a risolvere i problemi degli italiani e questo lo dobbiamo fare il prima possibile". A sostenere la valuta europea, più che l'Italia, l'approvazione, ieri, dei socialdemocratici tedeschi alla grande coalizione in Germania.

Pavia, case di antifascisti marchiate a vista
Quell'adesivo sono orgoglioso di tenerlo accanto al citofono, così come le altre persone che come me l'hanno ricevuto. I 'marchiatori' devono sapere che sono milioni le italiane e gli italiani onorati di chiamarsi antifascisti.

A Parma i 5 stelle sono tuttavia il terzo partito. C'è gioia negli occhi di don Peppino Gambardella, parroco di Pomigliano d'Arco, che ha visto "crescere Luigi Di Maio", e che stanotte è rimasto "incollato alla tv per conoscere gli esiti delle urne". La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni in campagna elettorale era stata chiara nel suo "no" agli inciuci, e Berlusconi probabilmente sarà impegnato a leccarsi le ferite e a rilanciare il suo partito dopo il sorpasso leghista. "I cittadini non hanno votato per appartenenza o per simpatia, ma per mettere al centro i temi che vivono nella propria quotidianità e per migliorare la propria qualità di vita". E poi ha rivelato: "In Sicilia sono finiti i candidati al Senato e probabilmente il Senato avrà un seggio in meno perché abbiamo più seggi che candidati". "Quindi noi siamo dentro democristiani, un po' di sinistra, un po' di destra e un po' di centro, possiamo adattarci a qualsiasi cosa".

Ma, va aggiunto, qualche lieve variazione sul copione c'è stata. Ed una che, molto difficilmente, si fiderebbe del Pd.

M5s, secondo quanto si apprende da fonti autorevoli pentastellate, continua a guardare al Pd, a patto che sia senza Matteo Renzi: sono in tanti tra i 5 stelle a dire che si preferirebbe un dialogo con il centrosinistra che comprenderebbe Leu e il Partito democratico 'deRenzizzato'. "Oggi per noi inizia la terza Repubblica che sarà quella dei cittadini italiani", ha concluso il leader grillino. Ma non sarà facile, anche perché i riti bizantini da Prima Repubblica non funzionano nell'epoca dei tweet a getto continuo. Siamo fiduciosi che il presidente della Repubblica saprà guidare questa fase con autorevolezza e sensibilità come ha sempre fatto.