Finanza

Referendum sull'abolizione del canone tv, la Svizzera dice "no"

Referendum sull'abolizione del canone tv, la Svizzera dice

Si sono chiuse alle 12 italiane i seggi in Svizzera per il referendum di abolizione del canone per i servizi pubblici audiovisive. Campioni del no sono stati Neuchâtel (78,3% di no), Giura (78,1%) e Friburgo (77,6%), seguiti a ruota dai Grigioni (77,2%).

Il referendum è stato elaborato dal movimento giovanile del partito Liberale Radicale, secondo cui il canone "non ha più nulla a che fare con la nuova generazione", cresciuta con piattaforme online e canali TV in abbonamento. In terza posizione in questa classifica si piazza il Ticino, dove le schede negative sono state il 65,5%: particolarmente presa di mira negli ultimi mesi, l'emittente RSI si vede quindi sostenuta da due votanti su tre, un risultato probabilmente insperato alcuni mesi or sono.

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Quanto ai commenti post-voto, il deputato dell'Udc Natalie Rickli, citata dall'agenzia svizzera Ats, ha detto di non aver "mai pensato che l'iniziativa potesse essere accettata", aggiungendo di ritenere comunque positivo il fatto che sia stata avviata una discussione sul tema. In Svizzera la tassa è una delle più care d'Europa con i 451 franchi svizzeri, pari a 392 euro. Una cifra solo apparentemente alta: bisogna ricordare che in Svizzera ci sono quattro lingue ufficiali (tedesco, francese, italiano e la lingua romancia).

La maggioranza degli svizzeri, che ha votato a favore del canone per vedere la tv pubblica, sapeva già che dall'altro prossimo l'imposta sarà di 86 franchi in meno.