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Pd: Orfini, larga intesa per segretario e primarie a tempo debito

Pd: Orfini, larga intesa per segretario e primarie a tempo debito

Non si può immaginare che il Pd vada al governo. A me, ma soprattutto a quegli elettori che ci hanno votato. Orfini prova così ad allontanare i riflettori dal Pd in un questa delicata fase post-voto (e forse anche post-Renzi) ributtando su partiti vincitori l'onere di dover formare un governo, anche senza i voti decisivi dei dem. Ma se Di Maio e Lega non trovassero l'accordo di governo, chiede Annunziata a In 1/2 ora, per Orfini sarà Mattarella a dover prendere una decisione in merito: "per un governo del "tutti dentro" non mi sembra ci sia la disponibilità delle principali forze".

Spartizione delle Camere tra M5S e Lega?

Posizioni diverse, dunque, a dispetto dell'unità che si registra invece sulla linea politica: "devono governare quelli che hanno vinto le elezioni" continuano a ripetere i dem, convinti che l'unica strada sia quella di stare all'opposizione, in modo responsabile. unica voce fuori dal coro quella del governatore pugliese Michele Emiliano: l'unico che propone apertamente un'alleanza con i Cinquestelle.

Matteo Renzi "si è dimesso il 5 marzo, ho la lettera di dimissioni".

Renzi andrà alle consultazioni al Quirinale?

La Festa della Donna e la solidarietà
La festa inizia con la cena al buffet e, a seguire, la presentazione del calendario Malemodels con 12 modelli presenti in pista. Stessa iniziativa anche all'ospedale " Mazzini" di Teramo dove è possibile prenotare chiamando il numero telefonico 334-7427106.

"Cosa dire al presidente della Repubblica lo discuteremo domani - afferma Orfini - Io sono dell'idea che quando si perde si sta all'opposizione". E conferma per domani la lettura della lettera di dimissioni di Renzi.

Orfini ha poi definito le dimissioni di Matteo Renzi "assolutamente inevitabili". Se la segreteria attuale decadrà come il segretario Renzi, "lo decideranno i nostri iscritti in direzione", ha spiegato. Oggi non possiamo a cavarcela dando tutte le responsabilità a Renzi.

Intanto iniziano i circolare i primi nomi sul post-Renzi dopo che il segretario uscente ha fatto sapere che non si ricandiderà.

"Io non penso che il Pd possa ricostruirsi prescindendo da Matteo Renzi". "Chi oggi fa abiure e damnatio memoriae lo fa solo per cancellare le proprie responsabilità che sono minori da quelle di altri ma ci sono", aggiunge. Quindi la soluzione migliore per il momento, secondo il presidente pd, è quella di eleggere un segretario "ovviamente con un accordo il più largo possibile e possibilmente unitario, come avvenne per Franceschini e Epifani dopo Veltroni e Bersani". In vista dell'assemblea, poi, le varie aree dovranno trovare un'intesa tra chi, in realtà una parte minoritaria, vorrebbe subito il congresso e le primarie e chi preferisce che l'assemblea elegga un reggente per svolgere il congresso-primarie nel 2019.

Sono già molti i candidati, per ora non ufficiali, a candidarsi alla successione alla guida del Pd. Magari destinato a durare a lungo, oppure fino alla convocazione del congresso per la scelta del nuovo leader.