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Uccide due imprenditori, ne ferisce un terzo e poi si suicida

Uccide due imprenditori, ne ferisce un terzo e poi si suicida

A Flero, secondo quanto ha riferito il nipote dell'uomo ferito, il killer aveva un obiettivo preciso: è entrato nel capannone e ha chiesto esplicitamente di parlare con Pellizzari. "Mi hai rovinato", avrebbe gridato prima di aprire il fuoco contro Elio Pellizzari, 78 anni, uccidendolo, e ferendo il propreitario 75enne della S.G.A., Giampiero Alberto.

Cosimo Balsamo, 67enne con precedenti penali, è entrato nell'azienda S.G.A. di veicoli industriali, in via Luigi Galvani a Flero, scavalcando la cancellata e, minacciando con una pistola i titolari, ha fatto chiamare l'imprenditore di una ditta vicina, la Pg metalli. Le vittime, non sono state scelte a caso, ma si tratta di due persone che in passato si sono 'scontrare' con il ricercato, condannato per associazione a delinquere finalizzata al furto e riciclaggio.

L'omicida è un pregiudicato bresciano.

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Balsamo faceva parte della banda dei tir che all'inizio del 2000 derubava nel Nord Italia le aziende di trasporto di metalli. Solo lo scorso gennaio, era salito su una tettoia del tribunale di Brescia per protestare contro il sequestro della sua abitazione. Da una prima ricostruzione, sembra che l'imprenditore ucciso a Carpeneda di Vobarno fosse stato coimputato nel processo per la banda dei Tir per il quale il killer era stato condannato. Balsamo era ritenuto pericoloso perché armato pesantemente.

Ma c'è anche un'altra vicenda giudiziaria in cui era coinvolto il killer del Bresciano. Risale al 2011, quando aveva patteggiato una pena per minacce davanti al gup di Venezia per aver messo nel cestino della bicicletta di un giudice di Brescia tre cartucce di fucile, otto proiettili di pistola e un biglietto con minacce.