Internazionale

L'aria si scalda. Attacco di Orlando a Renzi, Delrio per il Congresso

L'aria si scalda. Attacco di Orlando a Renzi, Delrio per il Congresso

Il Guardasigilli rispondendo ai giornalisti davanti a Palazzo Chigi che gli chiedevano un commento sulla riunione dei renziani, avvenuta giovedì, dopo la fine delle consultazioni di Mattarella, nello studio di Andrea Marcucci, capogruppo dem al Senato, non si nasconde dietro un dito: "Renzi deve decidere: se ritiene che la colpa di questa sconfitta non sia la sua, che sia la mia o dei cambiamenti climatici, allora deve decidere di ritirare le proprie dimissioni e continuare a esercitare il mandato avuto dagli elettori. Se invece si assume una quota significativa di responsabilità, la cui conseguenza sono le dimissioni, deve consentire a chi ha avuto l'incarico pro tempore di esercitarlo", ha commentato il ministro Orlando, seguito da Gianni Cuperlo che ha invece dichiarato: "Alla luce della riunione che si è svolta ieri se Renzi ha cambiato idea e pensa di dover svolgere un ruolo e una funzione politica di direzione in questa comunità anche dopo il 4 marzo, ha una via primaria: ritirare le dimissioni, presentarsi all'assemblea e chiedere che si rinnovi la fiducia nella sua leadership". "Penso sia importante che le forze emerse vincitrici dal voto comincino a parlare dei programmi degli italiani e non solo di chi fa il premier altrimenti si rischia un effetto di scollamento tra la società e la classe politica - ha osservato Orlando - Il Pd, da par suo, deve mettere in campo un'agenda sociale perché quel voto esprime un enorme malessere a cui si deve dare una risposta". "Chiedo di fermare discussioni e polemiche sbagliate e di rimanere concentrati sul nostro lavoro".

Il Giglio Magico si è riunito ieri negli uffici della società del capogruppo dei senatori PD Andrea Marcucci; c'erano Maria Elena Boschi, Luca Lotti, Francesco Bonifazi, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato e Matteo Orfini.

Di suo Renzi sarebbe anche disponibile ad appoggiare Martina, fanno sapere i suoi. Oggi lo ha chiarito anche Martina, che pure ieri era tentato di andare a vedere le carte del leader pentastellato. Ma lo stesso Renzi e' molto cauto, dopo le tante battaglie combattute all'interno del partito. "Non sono stupito, ma preoccupato". Siamo dentro una complicata fase d'avvio di legislatura in cui emerge con chiarezza l'arrogante debolezza dei presunti vincitori. "Discutere se arrivare in assemblea con la decisione di indire il congresso o con l'elezione di un nuovo segretario non è una forzatura ma rispetto dello statuto".

Auto Usa, Trump spazza via standard ambientali di Obama
Barack Obama aveva fissato standard più severi nel quadro della lotta ai cambiamenti climatici. La revisione dell'Epa riguarderà i veicoli immatricolati tra il 2022 e il 2025 .

Una divisione che domani diventerà plastica nella capitale con le due iniziative separate indette rispettivamente da Richetti (all'Acquario di Roma) e l'altra indetta da un gruppo di giovani Pd 'Sinistra anno zero', parteciperanno anche Orlando e Cuperlo (al Centro Congressi Cavour).

Ma Anzaldi non è stato l'unico renziano ad attaccare la minoranza, moltissimi esponenti del Pd si sono prodigati a prendere le difese di Matteo Renzi e attaccare chi mostrava dissenso verso il tatticismo nemmeno troppo velato. Soprattutto non vorrebbe mai il Pd fuori dai giochi e da un'eventuale soluzione, anche perché ritiene che sia proprio il Pd ad avere gli unici uomini adatti per affrontare un momento difficile, anche per la nuova manovra economica, che a breve dovrà essere predisposta. Ma sono l'ultimo arrivato.