Medicina

Vaccini: bambina respinta da asilo nel Torinese

Vaccini: bambina respinta da asilo nel Torinese

Inoltre si richiede ai genitori della documentazione extra, non prevista espressamente.

L'intervento dei vigili urbani è frutto di un provvedimento di "non accoglimento" firmato dal sindaco di Torre Pellice, Marco Cogno, il 21 marzo scorso. "Hanno comunque portato la bambina, ma i vigili in modo educato hanno spiegato loro che non potevano entrare".

Ad Arezzo invece saranno due i bambini che non frequenteranno più l'asilo, ma in questo caso la decisione è stata presa spontaneamente dalle famiglie che venisse notificata la sospensione dal Comune. Ma anche nei nidi, dove i bambini hanno tra gli 0 e i 3 anni, le espulsioni per chi non si è messo in regola, potrebbero arrivare da un momento all'altro. "Andiamo molto fieri del nostro nido comunale - conclude il sindaco - ci crediamo tant'e' che nel corso degli ultimi anni sono stati fatti degli investimenti".

Milan, Gattuso: "Sono molto arrabbiato, sconfitta che brucia"
Il tecnico rossonero si è soffermato sugli aspetti tattici del derby: "Vedremo il solito Milan al quale piace verticalizzare". In Nazionale si è riposato, ha cambiato aria. "Quella che piace a me, domenica a Milanello non era un bel vedere".

Senza vaccini, niente scuola. A oggi 4 aprile nelle scuole comunali di Prato su oltre 1.200 soltanto 8 bambini non sono in regola con l'obbligo vaccinale. "Ma non ho potuto fare altro che fare applicare la normativa sui vaccini".

Intanto l'immunologo Roberto Burioni, noto per i suoi interventi sui social media contro la disinformazione in materia di vaccini, è intervenuto su facebook: "Tenere fuori una bambina non vaccinata dalla scuola materna è una scelta dolorosa, ma necessaria per garantire la sicurezza degli altri".

Sono giorni difficili questi per i dirigenti scolastici piemontesi. Il Comune di Prato in questi mesi ha sollecitato le famiglie che non risultavano aver presentato la certificazione vaccinale dei propri bambini come previsto dalla legge. Non è discriminazione, non è dittatura ma è il salvaguardare il diritto degli altri spettatori a non dovere respirare il fumo del fumatore.