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L'app di messaggistica Telegram è stata bloccata in Russia

L'app di messaggistica Telegram è stata bloccata in Russia

Per l'autorità delle telecomunicazioni i codici erano necessari per individuare i messaggi di eventuali terroristi e aver modo così di risalire alle loro identità, cosa resasi necessaria sin dall'attacco alla metropolitana di San Pietroburgo di un anno fa in quanto gli 007 avevano scoperto che i terroristi si scambiavano messaggi tramite l'applicazione per pianificare l'attacco.

Gli avvocati che rappresentano gli interessi di Telegram in Russia hanno annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la decisione presa da Mosca: "Ora è importante per noi acquisire la decisione del tribunale, studiarla e, certamente, ricorrere in appello", hanno fatto sapere i legali di Durov. Nel settembre 2017 i servizi di sicurezza russi, FSB, chiesero i codici, ha raccontato il creatore di Telegram, il russo Pavel Durov, aprendo un contenzioso formale in cui la richiesta venne bocciata.

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Tuttavia Mattarella è un uomo dalla proverbiale prudenza e che ha agito sempre nel rigido solco del dettato costituzionale . Dopo i primi colloqui del 4 e 5 aprile i maggiori partiti non sono giunti a un'intesa per la formazione di una maggioranza.

La Corte di Mosca ha deciso di procedere con il blocco di Telegram, la nota applicazione di messaggistica istantanea nota in tutto il globo e utilizzata da oltre 200 milioni di utenti ogni mese. Ma Telegram ha rifiutato sostenendo di ritenere suo dovere rispettare la privacy dei suoi clienti. Telegram potrà ricorrere in appello ma il blocco, stando alla legislazione russa, dovrebbe essere esecutivo. Dura la replica di Pavel Durov, fondatore della app di messaggistica, attraverso il suo profilo del social network VKontakte: "La privacy non si vende e i diritti umani non possono essere sacrificati per paura o per avidità - le parole riportate dall'Ansa' - Utilizzeremo metodi incorporati per bypassare il blocco senza richiedere l'intervento degli utenti, sebbene l'accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita".

E' l'agenzia di stampa russa Tass a riferire dell'imminente blocco per Telegram in Russia, dopo l'ultima sentenza del tribunale, che fa divieto di riapertura fino a che la società si rifiuterà di fornire le chiavi di decifrazione al FSB. La peripezie legali sono continuate dopo il rifiuto della società di adempiere a quanto stabilito dalla sentenza.