Finanza

Frodi al fisco e truffe, 7 arrestati dalla Gdf

Frodi al fisco e truffe, 7 arrestati dalla Gdf

L'operazione della Guardia di finanza di Parma, chiamata "Paga Globale", è nata da una verifica fiscale nei confronti di due società. Il tutto senza che gran parte degli impiegati sapesse nulla, visto che in mano ricevevano una busta paga forfettaria con le ore effettivamente lavorate mentre agli enti di controllo, Inps in primis, arrivavano i documenti che attestavano l'impiego degli ammortizzatori sociali.

Lo scopo era quello di pagare meno tasse a titolo di trattenute fiscali e previdenziali e di vedersi riconosciute dallo Stato indennità non dovute. A perderci, tuttavia, sono gli stessi dipendenti i quali, pur percependo nell'immediato una retribuzione più alta, non maturano la giusta contribuzione ai fini pensionistici. Crediti che venivano successivamente utilizzati per compensare i debiti tributari e quindi per non versare le altre imposte dovute allo Stato.

L'attività di indagine, sviluppata mediante tecniche di investigazione pura (intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, appostamenti ed esame documentale), oltre alla già descritta truffa ai danni dello Stato, ha consentito di svelare un sistema criminoso ampio e collaudato nel quale l'imprenditore, grazie al contributo di vari professionisti ed alla costituzione di una serie di società succedutesi nel tempo, era riuscito a costruirsi una realtà contabile totalmente artefatta.

Manchester City campione d'Inghilterra
La squadra di Guardiola , sperava di trionfare già una settimana fa davanti al proprio pubblico battendo lo United . In queste ultime i Citizens cercheranno di vincere le partite in campionato per raggiungere quota 100 punti .

Ma c'è dell'altro. Gli indagati sono accusati anche di aver simulato operazioni straordinarie, come l'affitto di rami d'azienda, e di aver emesso fatture false in favore di numerose società fittizie (controllate da uno degli arrestati). Nel giro di un paio d'anni, le condotte in rassegna avevano fruttato risparmi non spettanti per oltre € 2.600.000. E infine usura. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno infatti accertato un episodio di usura nei confronti di un imprenditore del parmense, che aveva chiesto 10mila euro perché rimasto senza soldi.

Con lui nei guai una lunga schiera di collaboratori e consulenti, Giuseppe Capasso, 51 anni, commercialista, studio in Via Strasburgo, residenza a Collecchio: per lui l'accusa è anche di usura, per aver, nel 2015, prestato denaro in cambio di assegni postdatati con un tasso appalicato del 117,80%. Contestualmente alla denuncia, sono state avviate tutte le procedure, amministrative e giudiziarie, tese ad assicurare il recupero dei crediti erariali, tra cui le imposte oggetto di evasione che sono state quantificate in oltre un milione e trecentomila euro, attraverso le misure cautelari gravanti sui cespiti aziendali aggredibili, nonché sul patrimonio immobiliare e mobiliare dell'autore delle violazioni.

La finalità è quella di contrastare fenomeni di criminalità economico-finanziaria che producono effetti negativi o distorsivi per l'economia del territorio e che ostacolano la normale concorrenza tra le imprese, nonché quella di salvaguardare gli imprenditori onesti che rispettano le regole del mercato.