Cultura

Da domani in sala il Berlusconi di Sorrentino: arriva "Loro 1" (trailer)

Da domani in sala il Berlusconi di Sorrentino: arriva

O, per dirla meglio, e con l'esergo del film, "Tutto documentato, tutto arbitrario", che è una frase di Giorgio Manganelli scritta nell'introduzione del suo "Pinocchio: un libro parallelo".

Scritto da Paolo Sorrentino e Umberto Contarello e diretto da Sorrentino, Loro 1 e Loro 2 saranno incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi e la sua corte.

"Dunque, quali sono i sentimenti che muovono le giornate di Silvio Berlusconi in quegli anni? - si chiede Sorrentino - Quali le emozioni, le paure, le delusioni di quest'uomo nell'affrontare eventi che sembrano montagne?"

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Forza Italia , ha chiarito ancora, "non ha mai bluffato, abbiamo sempre giocato a carte scoperte". Quindi ha aggiunto: "Piuttosto che riportare al governo il Pd, faccio tre passi avanti io".

Alla fine resta la sensazione, per usare un po' di slang alla Bagaglino, che Sorrentino ci abbia preso per il culo, facendo un film su Berlusconi - e sul potere e la fica che gli girava intorno - ma dichiarando la finzione (forse, come si diceva, perché l'immaginario di quel mondo in quel periodo è più forte di quello del film) e mostrando alla spettatore ciò che non è più né sogno, né cinema, neppure pornografia, ma lunghe Instagram Stories che il nostro software sociopolitico non ha mai cancellato.

L'intero progetto di Sorrentino, dal titolo Loro, è stato quindi diviso in due parte, di due ore ciascuna. Andreotti era un uomo della Prima Repubblica, ombroso e granitico come il Primo Canale della RAI; mentre Berlusconi è un esponente della Seconda Repubblica, colorato, polimorfo e scintillante come le sue TV private: così, se nel primo caso la centralità del Divo Giulio era totale, stavolta Sorrentino deve sconfinare oltre i margini del protagonista, cercando nei suoi ammiratori - o potenziali epigoni - le ramificazioni del berlusconismo imperante. Un luogo ch'è il centro dell'interesse del regista, cui preme "il racconto dell'uomo, innanzitutto, e in modo solo marginale del politico". Magari nascosto sotto la caricatura che fa, e la freddezza del cinismo che racconta, ma nemmeno troppo. Tra "loro" Kira, la donna di Silvio concupita da Morra e interpretata da una strepitosa Kasia Smutniak (che, all'apice della festa - al solito magistralmente ritratta da Sorrentino -, regala un nudo integrale e magnetico). Ecco, parafrasando, forse l'immagine più compendiaria che si può avere di Silvio Berlusconi è questa: "un torero", conclude Sorrentino nelle sue note di regia. Sono interessato all'uomo che sta dietro il politico. Verrebbe quasi da pensare che ci sia della vaga simpatia: non certo per l'agire berlusconiano, per le sue azione e le sue devastanti ricadute sulla nostra società, ma per l'uomo.

"Attraverso una composita costellazione di personaggi, Loro ambisce a tratteggiare, per squarci o intuizioni, un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale". No, sarebbe un'indulgenza non meritata, laddove altri autori - Nanni Moretti con Il caimano per esempio - si erano già cimentati con la questione della degenerazione antropologica prodotta dal regno dell'ex cavaliere di Arcore, senza per questo cadere in una miriade di cliché prevedibilissimi, ammiccamenti di infimo livello, ripetendo al ribasso una certa iconografia (Scorsese in particolare per il gioco del montaggio e la scelta delle musiche in alcuni passaggi). La vita imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi è sempre stata determinata dall'ossessione per la popolarità, vista come riflesso della sua immagine negli Altri: Berlusconi deve apparire giovanile per accattivarsi i giovani, virile per i nostalgici del machismo, galante per le signore, potente per gli scalatori sociali... insomma, la sua immagine è accuratamente pianificata per piacere a Loro, un pubblico indefinito di potenziali sostenitori che vedono in Lui un modello di riferimento. Ci si sposta da Roma alla Puglia, alla Sardegna. Accelerare quando invece ci si dovrebbe fermare.