Finanza

Tim, Elliott: "Non c'è un piano alternativo, supporto a Genish"

Tim, Elliott:

Da ricordare anche che Assogestioni non ha presentato una lista all'assemblea di oggi e che, nonostante qualche ambiguità, aveva contrastato tramite i propri consiglieri indipendenti nel board di Telecom Italia le posizioni di Vivendi. "Sono l'ad di Tim e sto dalla parte di Tim", dice Genish a colloquio con il 'Sunday Telegraph' e "la mia posizione come amministratore delegato non sarebbe sostenibile" se "la lista di Vivendi non ricevesse la maggioranza dei voti" ed Elliott avesse quindi la meglio nella lotta per il potere che si sta disputando all'interno della compagnia.

A stretto giro di posta, e qui si registra il primo sintomo di nervosismo, è arrivata una precisazione da parte di Tim che sa anche di presa di distanza da Genish.

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Al di là dell'imprecisione nella qualifica del ruolo di Amos Genish, divenuto semplice amministratore da quando il 24 aprile 2018 il consiglio di amministrazione è decaduto per dimissioni della maggioranza dei consiglieri, Tim ha precisato che il titolo dell'articolo "è equivoco e non riflette lo scambio avvenuto tra Amos Genish e il giornale". Il messaggio è chiaro, tutto è rimandato a venerdì prossimo. Un'eventualità che dovrebbe favorire il fondo attivista Elliott. Il management tutto italiano presentato da Elliott (in testa nella lista Fulvio Conti, Alfredo Altavilla e Massimo Ferrari) di certo strizza l'occhio a quanti hanno visto nella graduale e decisa stretta di Vivendi un approccio coloniale che ha costretto, tra l'altro, al progetto di vendita di Persidera.

Il fondo Elliott conferma "pieno sostegno" ad Amos Genish, e rimarca che "non c'è alcun piano alternativo" a quello costruito dall'ad di Tim. E' quanto emerge in una nota del fondo americano diffusa in vista dell'assemblea del 4 maggio prossimo. Il fondo "intende far sì che Genish e la sua suadra di management siano nelle condizioni di massimizzare la creazione di valore derivante dal piano di Tim allineando la società alle best practice internazionali di corporate governance e dotando la società di un board indipendente".