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OMICIDIO SARA Pena ridotta a 30 anni per l'ex fidanzato

OMICIDIO SARA Pena ridotta a 30 anni per l'ex fidanzato

Un delitto premeditato, agli occhi dell'accusa e dei giudici che hanno condannato la guardia giurata all'ergastolo. Poi, la sera del 28 maggio, è andato a casa di Sara per parlarle.

La difesa di Paduano ha puntato in aula a far cadere almeno le aggravanti in modo da eliminare quantomeno l'ergastolo. La voce di Sara nei tantissimi sms tra loro ci dice di un rapporto che vedeva Paduano vittima della sua gelosia paranoide.

La sorte di Sara sembra ripercorrere un copione già tristemente noto: dapprima lo stalking, poi il pedinamento sotto casa del nuovo compagno di lei.

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Vedono sempre meno nelle istituzioni di Bruxelles un interlocutore vantaggioso, rifugiandosi in un orizzonte puramente domestico, nutrito di una illusione: pensare che i fenomeni globali che più colpiscono possano essere affrontati a livello nazionale".

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. "Vorrei chiedergli se ora si sente in pace con Sara". Il corpo, reso irriconoscibile, fu trovato in una strada di periferia del quartiere romano della Magliana. Carcere a vita per mandante ed esecutori materiali del duplice omicidio consumatosi a Fratte per ordine del vecchio boss di Ogliara Matteo Vaccaro che col delitto voleva vendicarsi dell'affronto subito da Antonio Procida e riaffermare "il controllo criminale del territorio". Il quadro sembra chiaro, a partire dal rapporto di ossessione morbosa che il ragazzo aveva avuto con la vittima e motivo che aveva spinto quest'ultima a lasciarlo. È stato riconosciuto colpevole, oltre che dell'omicidio, di distruzione di cadavere. Prime dell'inizio della requisitoria l'imputato ha ripetuto le scuse per il suo gesto alla famiglia di Sara. Al collo, una collanina dorata con scritto il nome di "Sara", la figlia che a soli 22 anni è stata strangolata e bruciata da Vincenzo Paduano. "Paduano ha pianto per se stesso, direi.". Gli unici momenti di cui aveva memoria anche al momento dell'interrogatorio riguardano gli istanti precedenti all'incontro con Sara. Sono stati visti da alcuni passanti, prima che lui la uccidesse e le desse fuoco. Presenti in aula anche i parenti e le amiche di Sara che hanno mostrato scetticismo sul pentimento di cui ha parlato il 28enne, in particolare la mamma della giovane, Concetta Raccuia: "Non gli credo perché è un manipolatore, abituato a indossare tante maschere".

"Le scuse di Vincenzo?". Diversa invece la visione del gup Gaspare Sturzo, che ha assegnato al ragazzo il massimo della pena prevista.