Internazionale

Merkel, ritiro Trump dal G7 è deprimente

Merkel, ritiro Trump dal G7 è deprimente

Tutte parole ora sconfessate, con conseguenze tutte da verificare, da Trump con i suoi tweet. I siti "protetti" sono quelli che, tra gli altri, includono il Capella Hotel sull'isola di Sentosa Island, designato per il summit, e gli hotel Shangri-La e St. Regis Hotel dove alloggeranno, rispettivamente Trump e Kim. Con un tweet di 280 caratteri, Donald Trump "ha distrutto la credibilità del G7", per ricostruire la quale ci vorranno anni. Tra gli altri funzionari riconosciuti anche Ri Su-yong, vice presidente degli Affari internazionali del Partito dei Lavoratori, il ministro degli Esteri Ri Yong-ho, Kim Chang-son, capo di gabinetto di Kim e, infine, Hyon Song-wol, la cantante leader della Moranbong Band, gruppo pop voluto dal leader nel 2012. "Ho dato istruzioni di non appoggiare il documento finale del G7", ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti. Trump ha attaccato duramente il primo ministro canadese Trudeau sostenendo di non aver firmato il comunicato congiunto con il quale si sono conclusi i lavori. Tutto questo deve finire, perché porta a pratiche commerciali ingiuste che hanno colpito la produzione americana, dice Trump, che cavalca un desiderio di ri-equilibrio degli sforzi e degli impegni americani che da anni esce anche dai più globalisti dei circoli statunitensi (figuriamoci la declinazione trumpiana America First del pensiero).

Ma forse, dopo i successi iniziali, questa strategia di "The Donald" si potrebbe risolvere in una pericolosa illusione: alleati e avversari, nel medio e lungo termine, saranno sempre meno inclini a riconoscere la leadership Usa e la sfideranno economicamente e militarmente dove sarà loro possibile.

G7, Conte faccia a faccia con i leader
Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, rispondendo a una domanda sulla posizione del premier italiano Giuseppe Conte sulla Russia.

Colpo di scena al G7 di Charlevoix, nel Quebec: nonostante i proclami del premier Justin Trudeau, la dichiarazione finale non è stata condivisa da tutti, come aveva annunciato. "Ho detto direttamente al presidente americano che i canadesi non lasceranno facilmente che gli Usa vadano avanti con tariffe significative contro la nostra industria dell'acciaio e dell'alluminio". La vettura blindata di Kim, in un corteo di oltre 20 auto, è stata accompagnata nelle prime decine di metri dagli agenti della sua sicurezza personale che hanno accelerato il passo fino a correre gli ultimi metri, ripetendo il copione del summit intercoreano del 27 aprile a Panmunjom.