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La crisi di Governo invade anche la sanatoria Slot

By   /  30 settembre 2013  /  Commenti disabilitati

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Il Consiglio dei ministri riunitosi lo scorso 27 settembre, che doveva continuare l’esame del decreto sull’Iva, vista la situazione di crisi, non ha sospeso decisioni in materia economica. La bozza del decreto prevedeva, all’articolo 5, uno “sconto” sulla ormai famosa sanatoria slot: così da  far scendere al 20% l’aliquota della sanzione stabilita nella sentenza di primo grado.

Da una nota formale si evince che :“In attesa del chiarimento, si è reputato dunque inevitabile il blocco di ogni decisione governativa su temi, anche rilevanti, di natura fiscale ed economica. La sospensione è dovuta in particolare all’impossibilita’ di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la garanzia di una continuità nell’azione di governo e Parlamento”.

Tutto bloccato per ora, nulla di definitivo, ma i numeri parlano chiaro e le cifra dell’entrata erariale, che l’amministrazione finanziaria è riuscita a prelevare dal comparto dei giochi, in particolare modo, dal settore delle new slot (awp) e dalle videolottery (vlt) al netto, risulta essere di 5,090 miliardi di euro nel 2012 e di 3,62 miliardi di euro fino ad agosto 2013. Queste le cifre rese note, dal sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta, durante un’ interrogazione parlamentare svoltasi in commissione finanze alla camera, dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

I dati emersi danno pienamente l’idea che la quota che entra nelle casse dello Stato, risulta essere di quasi un decimo la raccolta complessiva legata al settore giochi. Difatti, le cifre totali della raccolta nel 2012 sono di 49,09 miliardi di euro e di 31,60 miliardi aggiornati ad agosto 2013. Per ottenere l’entrata erariale netta è necessario sottrarre dal totale: le vincite, che 2012 risultano essere 39,75 miliardi, il prelievo erariale unico di 4,10 miliardi e il canone di concessione par 3,62 miliardi fino ad agosto 2013. A conclusione della question time  l’Agenzia delle dogane ha precisato che: «quando ci si riferisce al giro d’affari del gioco, ci si riferisce ad un totale che è sempre frutto della differenza tra la raccolta e le vincite pagate ai giocatori. Da queste vincite, però, è sempre necessario sottrarre le imposte gravanti sui giochi che variano a seconda della tipologia di gioco».

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