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Giochi: Ginestra di AGISCO chiede immediato intervento contro l’illegalità

By   /  11 dicembre 2013  /  Commenti disabilitati

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Da poco l’associazione Assosnai ha deciso di rifondarsi cambiando nome in AGISCO Associazione Giochi e Scommesse, rinnovando l’incarico al suo presidente Francesco Ginestra. In un periodo di grande tensione tra operatori, Ginestra si fa portavoce di un forte malcontento sull’immobilismo che attanaglia il nostro Stato contro l’illegalità di molti centri non autorizzati a discapito di chi, le concessioni le ha pagate e regolarmente contribuisce all’entrate dell’erario.

Si prefigura, anche in questo settore, un tempo di lotta visto che, come sostengono i rappresentanti di AGISCO, ancora troppo poco si è fatto per ripulire il settore dei giochi dalle reti illegittime. Cifre alla mano sono 3.000 negozi di scommesse autorizzati sul territorio italiano, che hanno ricevuto, pagandole, regolari licenze dello Stato e oltre 4.500 negozi di scommesse che si collegano indirettamente a operatori esteri i quali non hanno comperato concessioni italiane per operare legalmente nel nostro paese, quindi sono a tutti gli effetti non regolari e continuano a lavorare senza pagare le tasse.

Questo atteggiamento ha diffuso una crisi allargata tra le imprese dei giochi legali con un rischio reale di licenziamento di 25.000 addetti del comparto. La lotta indetta non è solo una protesta contro una volontà di eliminare a tutti gli effetti questa illegalità, ma si espande contro il pagamento delle somme richieste da ADM a titolo di Imposta Unica sui giochi.

Il malcontento è emerso a chiaro titolo, durante il convegno romano dal titolo: “Agire a tutela della legalità“. Queste le parole di Ginestra:”La rete parallela ha superato il nostro numero di punti vendita, portandoci via i clienti senza pagare le tasse come facciamo noi. I Ctd continuano ad alzare la testa, loro hanno più prodotti di noi, noi o licenziamo o chiudiamo. Ora noi partiamo con le scommesse virtuali, che loro hanno già da tempo. Gli oneri concessori sono tanti, ma cerchiamo di far crescere i volumi di raccolta. Vogliamo arrivare al 2016 in salute. Vogliamo che la nostra professionalità e la legalità che abbiamo riportato nel settore vengano apprezzate”

Incalza Ginestra sostenendo che l’aiuto che chiedono alle istituzioni deve essere accolto subito, non c’è tempo da perdere: “Abbiamo bisogno di aiuto subito, non tra sei mesi. Abbiamo pagato un prezzo e vogliamo avere la rete: ribadisco la necessità del dimezzamento di oneri concessori e la sospensione dell`imposta dal 1 gennaio 2014“.

Conclude il suo intervento Ginestra con parole dure, che rendono pienamente l’idea della situazione in cui si trova il settore:“Se al 2016 saremo ancora a bocce ferme, si ripartirà da zero, annulleremo tutte le clausole dei contratti firmati con i Monopoli. O ci viene restituito ciò che finora -al contrario dei CTD – abbiamo pagato, o dal 1 gennaio 2014 dichiareremo lo stato di crisi, e chiederemo di sospendere il prelievo e di dimezzare i costi di concessione”.

 

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