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Legge di stabilità: Approvata la Web tax

By   /  17 dicembre 2013  /  Commenti disabilitati

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La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento (parte della legge di stabilità), riguardante la web tax, che impone a tutti coloro che intendono vendere in Italia pubblicità o servizi di e-commerce l’obbligo di possesso di una partita Iva italiana. Ovviamente questa tassa invaderà anche il settore dei giochi on line, riducendo così la possibilità di veicolare i guadagni verso paesi con regimi fiscali agevolati come per esempio l’Irlanda o il Lussemburgo

Dall’emendamento si evince che:

1. I soggetti passivi che intendano acquistare servizi on line sia mediante operazioni di commercio elettronico sia diretto che indiretto, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana.

2. Gli spazi pubblicitari on line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio on line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana. La presente disposizione si applica anche nel caso in cui l’operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti

La web tax nasce da una proposta di Edoardo Fanucci (Pd) con l’intento di far fatturare il più possibile in Italia, si pensi che soltanto il giro d’affari della pubblicità online si aggira attorno al miliardo di euro. Ecco quanto dichiara Fanucci: La web tax riporta equità fiscale in un sistema, come quello dell’economia digitale, che per troppi anni è stato soggetto a un vuoto normativo che ha consentito abusi di diritto e vantaggi fiscali ingiustificati.

Purtroppo con l’introduzione di questa tassa tutta italiana, si rischia di incorrere in sanzioni europee, proprio perché l’introduzione della web tax sarebbe in contrasto con il percorso avviato dall’Europa volto a semplificare gli adempimenti Iva per il commercio elettronico e i servizi di telecomunicazione fuori confine.

Lo stesso Matteo Renzi, nuovo segretario del Pd, ha manifestato, durante all’assemblea nazionale del partito, il suo disappunto con queste parole: Nel digitale siamo passati dalla nuvola digitale alla nuvola nera di Fantozzi. I temi della web tax vanno posti in Europa, altrimenti rischiamo di dare l’immagine di un Paese che rifiuta l’innovazione.

 

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